In ascolto del Senegal, novembre 2016

In questo passaggio a THIES, in collaborazione con la Caritas locale impegnata presso i villaggi rurali, lo scopo di noi volontari AVI Onlus di Montebelluna (TV) era accompagnare le cucine solari e testare qualche piccolo impianto fotovoltaico per far arrivare un po’ di luce, intanto, in qualche capanna.

Ci si è resi conto che andare a verificare lo stato dell’uso delle cucine solari precedentemente consegnate sarebbe stato di primaria importanza.

Con gli operatori Caritas sono state dedicate delle giornate intere, in più villaggi, a cuocere e pranzare  insieme ai locali.

Dopo il pasto ci sedevamo ad ascoltare i pensieri delle persone rispetto all’uso delle cucine. Il dialogo ha aiutato a comprendere alcuni aspetti dell’uso e a superare alcune difficoltà.

Altro aspetto, avere la luce elettrica in casa è un miraggio in molte parti del mondo.
Anche tra le capanne che abbiamo visitato è così e in alcune zone, anche se è disponibile la corrente elettrica, per molti resta una spesa inaccessibile.

A questo bisogno abbiamo cercato di rispondere installando un piccolo impianto con due pannelli fotovoltaici e quanto correlato. Così ora quattro capanne possono avere diverse ore di luce la sera, compresa una lampada esterna: la luce, cambia la vita!

La mamma ci diceva con gioia: “ora quattro figli la sera possono studiare sopra lo stesso letto”. Chissà quanti di questi piccoli impianti si potrebbero realizzare.

Il treno nel video trasporta i fosfati di Thies per la produzione di concimi da utilizzare in agricoltura. I fosfati sono estratti da varie cave e partono subito in treno fino al porto di Dakar da dove prendono il largo verso il nostro mondo. Molte risorse mal pagate partono in questo modo, privando l’Africa di beni e lasciano agli africani pochi denari insufficienti per una vita dignitosa.

La speranza, portata dalle cucine solari, dalla luce generata dal fotovoltaico, magari da un  “treno di ritorno” è il segno che il tempo non passa invano, che realizzare l’equilibrio è cosa che si può fare, anzi che si fa.

Volontari AVI onlus di Montebelluna (TV)

Ottorino e Galdino

Viaggio tra Zambia e Malawi ad agosto e settembre 2016.

img_0570L480px-zambia-malawi‘esperienza della prima volta in Malawi e Zambia, mi conferma quanto sia necessario adottare un approccio articolato quando si sceglie di intervenire per favorire lo sviluppo di paesi in difficoltà.

Sappiamo già e ho avuto modo di verificarlo, quanto lo Zambia, come tanti altri stati africani, sia un luogo dove si può contare sulla pioggia solo per pochi mesi all’anno. Con il contributo dell’associazione Avi di Montebelluna e in compagnia di Diego Sperandio e Don Walter Gatti, parroco di Bocca di Strada e Santa Maria di Piave, abbiamo sperimentato un piccolo aiuto per fermare la desertificazione: non tagliare più alberi per cuocere favorendo l’uso della cucina solare.

Sono state collocate delle cucine in centri dove c’è maggiore passaggio di persone, perché vicini a luoghi frequentati.

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Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi di questa nuova proposta, che va sempre accompagnata prima con la formazione e poi con la verifica dell’utilizzo da parte delle persone. Questa volta ci sarà anche la supervisione dei due religiosi Comboniani P. Luigi Casagrande e fratel Francisco, agronomo della missione di Chicowa/Cipata.

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Da tempo abbiamo notato come sia importante intervenire sul medesimo luogo con proposte collegate, in modo articolato.

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A questo proposito ho avuto modo di osservare con piacere quanto il portoghese fratel Francisco ha sviluppato presso un terreno della missione.

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Un pozzo, delle serre e un campo attiguo adibito ad orto e a coltivazione di fagioli e mais. Il tutto debitamente bagnato con l’acqua del pozzo… che, come si vede nella foto, è in manutenzione.

manutenzione pozzo

La combinazione di acqua, serre e campo irrigato ne fa una visione di verde che risalta ancor di più rispetto al colore marrone circostante.

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Certo, li aspettano aiuti per un impianto fotovoltaico per pescare l’acqua con l’energia del sole e collocare altre serre. Per ora sono arrivate le cucine a completare il ciclo e a cuocere il cibo.

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Le foto documentano quanto si è visto è fatto,
un caro saluto,
Ottorino Saccon.

ps. altre foto si possono vedere nella galleria del settimanale diocesano l’Azione.

Senegal, si può fare! Foto dell’esperienza.

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Capita che, a fare il viandante in SENEGAL, nei villaggi della cintura di Thies a novembre 2015, vedi ambienti, vivi situazioni, incroci volti, i più disparati.

Vedi un ambiente “rigido” nella sua siccità che dura 9 mesi. Ti poni delle domande… qualche risposta la trovi quando inquadri, come una pennellata, un verde orto con al centro un pozzo: grazie all’acqua tutto cambia.
Allora velocemente il pensiero dice: si può fare!
Così come si può dotare di verricello un pozzo per prelevare l’acqua da 20 metri.
Allo stesso modo siamo intervenuti con tante cucine solari; fanno risparmiare denaro, fatica alle donne e sofferenza all’ambiente.
Ecco allora che la curiosità ci accompagna tra le varie immagini fissate nel viandare di villaggio in villaggio… dove si coglie l’arretratezza del vivere che ci interpella e ci sprona a fornire e sperimentare insieme opportunità di superamento.

Un caro saluto, Ottorino e Galdino.

4 passi alla fiera 4 passi? Troverai le nostre novità con gli amici del Parco Gambrinus

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FIERA 4 PASSI
Sabato 16 e domenica 17 maggio
Sabato 23 e domenica 24 maggio

I prossimi due fine settimana saremo alla “Fiera 4 passi verso un mondo migliore” a Treviso nel verde del parco di S.Artemio. Tu cosa fai?

Con noi (Area1 Bis – pista del bisonte) l’Orto in sacco Kit, la parabola Fiorita, La cucina pieghevole Giocondà e l’oggetto di design Giuliva.

Il tutto condito dagli sfiziosi spuntini a basso impatto ambientale degli amici del Ristorante Parco Gambrinus.

Sabato 23 maggio alle 20.45 presso l’auditorium della provincia è prevista inoltre la proiezione del film il viandante del sole.

Qualunque sia la tua scelta buon fine settimana.

Come arrivare / Orari / Mappa.

 

Bellezza, Sofferenza, Immaginazione – Haiti 2015

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Grazie ai contatti e progetti degli amici dell’AVI di Montebelluna sono stato per la prima volta ad Haiti, il più povero paese del continente americano, posto giusto al centro del Mar dei Caraibi.

L’isola, colpita nel 2004 dall’uragano Jeanne e nel 2010 dal terremoto vive in uno stato di emergenza umanitaria e attualmente è in corso una missione internazionale di aiuto sotto la guida dell’ONU.

Fra gennaio e febbraio sono stato ospite della missione degli Scalabriniani a Port-au-Prince, la capitale di Haiti. Nei pressi della missione l’associazione AVI con la città di Bassano hanno contribuito a sostenere la realizzazione del “villaggio Montebelluna Bassano” sorto proprio dopo il disastroso terremoto di 5 anni fa che ha lasciato il paese in uno stato di disagio economico e sociale.

In un territorio come quello di Haiti, povero di risorse ed alberi abbiamo pensato che il progetto delle cucine solari fosse adatto.

Andrea Bolzonello ad Haiti con un forni solari

Perciò già a luglio e agosto 2014 Andrea Bolzonello, altro volontario Avi, era stato lì per far conoscere il sistema della cottura solare con le parabole e aveva ottenuto, fra lo stupore delle persone dei buoni risultati. Infatti ad Haiti l’unica cosa che non manca è proprio il sole.

Questa volta l’obiettivo era quello di costruire assieme alla comunità i supporti per altri forni solari a parabola e soprattutto fare formazione in varie realtà fra cui le scuole, le famiglie, il centro sportivo della missione di Padre Giuseppe Durante e il villaggio Montebelluna Bassano.

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Nella missione ho trascorso del tempo con gli allievi del liceo, dialogando e discutendo sulle possibilità delle cucine solari. Ero accompagnato da Valentina, giovane Varesina responsabile del centro sportivo che mi aiutava facendo da traduttrice.

Gli interventi degli studenti sono stati molteplici anche con discussioni animate. Ad esempio il confronto a più voci, regolarmente annotate alla lavagna dagli allievi, circa la spesa per il carbone e il gas destinati alla cottura e la gratuità del sole nell’uso della cucina solare. Quell’aula così animata, così lanciata nel dialogo tra intelligenze varie, era vivace e si sentiva l’energia che tutti mettevano nel ragionare assieme, una energia forte come è quella del sole che splende sull’isola.

“Bellezza, sofferenza, immaginazione” sono le parole proposte da una studentessa per sintetizzare l’idea di portare le cucine solari ad Haiti. Dopo bellezza e sofferenza, quell’ultima parola, immaginazione, fa esplodere il grido che è possibile, è possibile immaginare di cambiare e progredire.

La forza di un fiore

Ero presso una famiglia, dove altre persone si erano radunate per capire il senso e l’uso delle cucine solari. La povertà di questi luoghi la possiamo immaginare; ci vogliono forza e opportunitá per il cambiamento.

Mentre insieme cucinavamo al sole di 7 litri di cibo, osservando quel cortile, la casa, i presenti, nella mia mente si intrecciavano i più disparati pensieri e non sempre erano confortevoli. C’era desolazione in quella vista tanto che mi faceva un po’ star male. Ad un certo punto però mi attraggono i colori dei fiori che avevano forzato una screpolatura sulle fondamenta. Allora, ho pensato, se quei fiori nati nel degrado c’è l’hanno fatta vuol dire che bisogna lavorare sperando che anche dove ci sono le “pietre” sia possibile il progresso, la bellezza. La frase “Si può fare” mi ha ridato speranza.

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Le Opportunità

Noi del mondo progredito abbiamo avuto opportunità in abbondanza grazie a quanto ci è stato dato nel tempo in comodato d’uso da scienziati, umanisti, gente laboriosa. Anche il caro Galileo Galilei, padre della scienza moderna, ha favorito l’attuale stato di modernità che ha prodotto la nostra abbondanza.
Alcuni dati testimoniano il nostro “benessere materiale”: viviamo nelle prime 300 aree più progredite dove vengono prodotte il 50% delle ricchezze e sono registrati il 90% per cento dei brevetti.

È Il Tempo Dei Vasi Comunicanti

Oltre a continuare a scambiare tra noi nuove conoscenze, è il tempo di farlo soprattutto con il sud del mondo, che, diversamente, verrà sempre più da noi a cercare delle opportunità. Lo vediamo spesso ultimamente coi continui sbarchi a Lampedusa.

Penso che le foto possano far immaginare a ciascuno cosa “si può fare”, un “si può fare” che è applicabile anche da noi dove ci sono tante situazioni che attendono risposte.

Un caro saluto,

Ottorino

 

Corso introduttivo agli orti naturali con uscite alla ricerca di erbe spontanee

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Gli amici del Centro Studi e Promozione sociale “Il filo d’Arianna” organizzano un ciclo di incontri sugli orti naturali, l’orto sinergico, l’orto solidale con lezioni introduttive e uscite alla ricerca di erbe spontanee commestibili.

Il titolo del percorso è “Alla caccia del tesoro” per celebrare i frutti di madre terra
che oltre a darci da mangiare indica anche come vivere in relazione.

Giovedì 19 Febbraio 2015 – dalle 20.00 alle 22.00
Perché un orto naturale?
L’agronomo Mauro Flora parlerà di: La fertilità del suolo – Lavorazioni del terreno,
concimi ed ammendanti – Pacciamatura – Concimazione verde – Rotazioni e consociazioni
Presso Sede degli ALPINI di S. Lucia Di Piave

Giovedì 26 Febbraio 2015 – dalle 20.00 alle 22.00
L’orto sinergico e le aiuole a cumulo
L’agrotecnico Mauro Flora parlerà di: il compostaggio domestico – I fiori nell’orto
Presso Sede degli ALPINI di S. Lucia Di Piave

Domenica 8 Marzo 2015 dalle 9.00 alle 11.00
Gita alla scoperta dell’Orto Solidale di Montebelluna
con l’agrotecnico Mauro Flora
Partenza ore 8.00 dal piazzale della Scuola Media di S. Lucia di Piave

Domenica 22 Marzo 2015
Uscita alla ricerca di Erbe Spontanee Commestibili
con l’esperta e guida di EDDA ZORGNO
Ritrovo ore 8.30 presso il piazzale della Scuola media di S. Lucia di Piave
Per informazioni relative alle gite e per adesioni scrivere a ilfilodiariannacs@libero.it
In caso di maltempo l’uscita del 22 marzo slitta alla domenica successiva.

Il viandante del sole – trailer e proiezioni

Aggiornamenti e prossime proiezioni del documentario

Giovedì 5 febbraio ore 20.45
Presentazione ufficiale del film documentario “Il viandante del sole” nell’auditorium della biblioteca comunale di Montebelluna. Parteciperanno alla serata anche Francesco Tartini, presidente dell’AVI Onlus e l’agrotecnico Mauro Flora.

Mercoledì 11 febbraio ore 20.30
Serata a Riese Pio X mercoledì 11 febbraio, alle 20.30, presso la casa comunale di Villa Eger. Alla serata sarà presente (salvo imprevisti) anche Ottorino Saccon, che rientrerà il 10 febbraio da una missione ad Haiti.

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Trama

Il Viandante del Sole racconta la passione e l’impegno di Ottorino Saccon, volontario dell’Associazione AVI Onlus, che dal 1994 porta avanti progetti di sviluppo sostenibile nel continente africano. Il documentario è stato realizzato dal reporter e regista Dimitri Feltrin che ha seguito per circa tre settimane il viaggio di Ottorino tra i villaggi del Kenya nell’estate 2014, a contatto con le tribù Samburu e Borana. Il volontario trevigiano lavora sulla distribuzione di concentratori solari in diverse parti dell’Africa. Queste cucine solari si rivelano funzionali e utili per bollire e sanificare l’acqua e il latte, oltre che per cucinare. La loro presenza diventa indispensabile in zone dove l’accesso a elettricità, gas e carbone è complicato se non impossibile, e dove deforestazione e siccità fanno della legna una merce rara e preziosa.

L’altro progetto a cui Ottorino lavora è quello degli “Orti in sacco”: un metodo di coltivazione con cui è possibile coltivare una trentina di ortaggi per ogni sacco di juta, risparmiando spazio e acqua.

“Il Viandante del Sole”, attraverso le vicende di Ottorino, tocca temi di grande attualità a livello planetario: la sostenibilità ambientale, l’accesso al cibo ed alla salute, la solidarietà tra i popoli.

Grazie a questi progetti Ottorino ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio “4 passi avanti” 2014 della Cooperativa Pace e Sviluppo di Treviso, organizzatrice della “Fiera 4 passi” e il Premio Impatto Zero 2013 dell’Arci di Padova.

Potete rimanere aggiornati sulle prossime iniziative legate a Il Viandante del Sole cliccando “Mi piace” alla pagina Facebook de “il Viandante del sole”.

Scheda del film

Documentario, Italia, dicembre 2014

Regia fotografia e montaggio
Dimitri Feltrin

Musiche
Giorgio Barbarotta tratte dall’album Snodo e In centro al labirinto www.giorgiobarbarotta.it

Illustrazione di copertina
Carlotta Barbieri

Grafiche
Simona Zoppelletto e Francesco Ceron

Grafica di copertina
Simona Zoppelletto

Con
Ottorino Saccon, Nadia Zorgno, Giorgia Zanin, Mauro Flora, Padre Isac Racho

Durata: 45’
Formato video: PAL 16/9 – colori
Lingua: Italiano/inglese con sottotitoli in italiano

In collaborazione con:
AVI Onlus (Montebelluna)
Cooperativa Pace e Sviluppo (Treviso)

Buona visione!

 

Nuove cucine solari alla fiera di S.Lucia e la prima del film il “Viandante del sole”

Dicembre ricco di appuntamenti questo 2014.

Il primo è il prossimo fine settimana 13-14-15 dicembre, vi invitiamo all’antica fiera di S.Lucia di Piave (TV) dove troverete gli orti in sacco ma sopratutto due nuovi modelli di cucina solare:

cucina solare pieghevole

Giocondàla cucina solare pieghevole che si apre e monta in pochi minuti, pesa solo 3,6 Kg e quindi è semplice da trasportare.

Giuliva, un forno solare a parabola di 143cm ispirato alla forma di un’oca, un’oca simpatica. Concepita dal designer Loris Tonon è semplicemente è la più bella cucina solare.

Vi invitiamo pertanto a vederle: a questo link trovate come avere il biglietto ridotto per accedere alla fiera.

Il secondo appuntamento è martedì 23 dicembre a Trevignano alla presentazione del film: “Il viandante del sole – la storia del vincitore del premio 4 passi avanti 2014“. Ilviandantedelsole

Si tratta di un documentario/film che ha come protagonisti i nostri volontari A.V.I. Onlus Ottorino Saccon e Nadia Zorgno, da tanti anni impiegati in progetti di sviluppo sostenibile in Africa.

Il reporter trevignanese Dimitri Feltrin li ha seguiti nell’ultimo dei loro periodici viaggi in Kenya e ne racconta la storia.

Segnatevi in agenda l’appuntamento:
Martedì 23 Dicembre 2014 ore 20.30
Villa Onigo, Trevignano (TV)
Ecco la mappa del posto.

Buone feste a tutti!

 

Aridità del terreno, pietre, orti e anche altro… Kenya agosto-settembre 2014

Vediamo gruppi di animali che cercano un po’ di verde da brucare, ecco ciò che s’incontra… siamo in KENYA, è settembre e dalla città di Isiolo si procede verso Marsabit, nel nord nel paese.

Questa è l’ultima tappa del nostro viandare di agosto-settembre, con le cucine solari e l’orto in sacco.

Del viaggio merita riportare un’uscita dell’amico Dimitri: “và in XXXX ti e le to’ pignatte!” :-)(vai a quel paese tu e le tue pentole!). Nel percorso su strada bianca, a dir poco sconnessa, che porta a Marsabit, ogni tanto aprivamo lo sportello posteriore del fuori strada per far uscire Dimitri. A lui la sorte aveva concesso di tenere a bada valige e casse con il materiale delle cucine solari. Possiamo immaginare le botte che ha preso nei vari sobbalzi del mezzo nonché lo sforzo per tenere i contenitori sotto controllo.

Donne Sacco Maralal_1Donne Sacco Maralal

La prima tappa del gruppo A.V.I. Onlus composto da Maria, Daniela, Valentina, Nadia, Ottorino e Dimitri era a Maralal, cittadina 250 Km a nord di Nairobi.

Lì abbiamo realizzato alcuni orti in sacco e già a fine settembre gli amici del luogo ci dicevano che le piantine si stavano sviluppando in maniera rigogliosa, ottimo. Altri li abbiamo fatti a Opiroi e a Barsaloi, a tre ore da Maralal.

orto in sacco in Kenya Ottorino Donne Sacco Maralal_2

Proprio a Maralal ritroviamo Giorgia, ragazza di Santa Lucia di Piave che ha deciso di dedicare tre anni al Kenya come volontaria dopo l’università. Si occuperà del recupero dei ragazzi di strada con il progetto di cooperazione internazionale KIKORA, Street Children in Maralal.

Giorgia Sacco Maralal Giorgia Sacco Maralal_1 Giorgia Sacco Maralal_2

Con le cucine a concentrazione solare ci siamo fermati poi nella zona di Marsabit, villaggio KARIBU. Abbiamo assemblato insieme alla gente e la disponibilità ha fruttato un buon clima: sia le donne che gli uomini si sono adoperati con i materiali delle cucine.

costruzione cucine Marsabit Ottorino cucina MarsabitOttorino 98 mama cucina Barsaloi

In questo viaggio con noi c’era anche Nadia, medico di Conegliano che ha potuto dare il suo contributo nei dispensari dei villaggi. Abbiamo così fatto formazione sulla salute e lei ha parlato di prevenzione di varie malattie, sollecitando l’uso delle cucine solari per pastorizzare l’acqua e cuocere i cibi.

Nadia Elisa dispensario Barsaloi Nadia dispensario Barsaloi Nadia dispensario Barsaloi_2 Nadia dispensario Barsaloi_4

Alla fine degli incontri preparavamo il thè e cucinavamo un dolce o la polenta, per un momento di festa insieme.

Nadia dolce Barsaloi

I pasti di mezzogiorno composti da riso e verdura cotta li consumavamo nella capanna: un contesto igienico-sanitario che ora ci fa dire: ma in che bel paradiso viviamo in Italia? Abbiamo un tavolo dove accomodarci, acqua per tutte le necessità, cibo vario, bello! Di là tutto questo è un’altra cosa, anzi, spesso non c’è. Ma in Kenya l’ironia è stata nostra compagna e questo ci ha aiutato.

Boiling water - Dirib Gombo Child with cat - Dirib Gombo In a new  manyatta  - Dirib Gombo - Karibu Loho and family - Dirib Gombo Lunch - Dirib Gombo - Karibu Village

Fra le necessità del posto comunque c’è sempre l’acqua. Abbiamo fatto un sogno, un invaso per conservare quella piovana intorno a KARIBU. Lì torneremo con le cucine solari. Avremo quindi il tempo per pensare e realizzare con la gente l’invaso di terra. Sarà così giustificato il detto: “l’utopia è l’ombra della realtà”.

Un caro saluto a tutti, Ottorino.

Queste e altre sono foto del reporter Dimitri Feltrin.
Segnaliamo inoltre l’articolo comparso su La Tribuna di Treviso il 15 settembre 2014.