Minestra solare di farro e lenticchie

Minestra di farro e lenticchie

Ecco la ricetta preparata dagli allievi della classe 3a cucina dello IALFVG e cotta col concentratore solare il giorno 13 febbraio 2013.

Ingredienti per 4 persone

lenticchie 120 g
farro 120 g
mazzetto aromatico (salvia, rosmarino, timo) 1
carota 1
cipolla bianca piccola 1
sedano verde 1 costa
aglio 1 spicchio
olio extra vergine di oliva 4 cucchiai
concentrato di pomodoro 1 cucchiaio
pepe nero macinato grosso q.b.
sale q.b.
acqua q.b.

Procedimento

Tritare finemente carota, cipolla, sedano e aglio. Cuocere il soffritto ottenuto con l’olio di oliva finché risulta morbido.
Unire le lenticchie, il farro, il concentrato di pomodoro e il mazzetto aromatico.
Aggiungere dell’acqua in modo che il livello di liquido sia tre volte quello di lenticchie e farro.
Cuocere per circa 3 ore con la cucina solare a parabola. Aggiustare di sale. Eliminare il mazzetto aromatico. Servire ben calda con un filo di olio extra vergine e una macinata di pepe nero.

Puoi vedere la ricetta solare di farro e lenticchie sul sito alberghiera.it

Condividi:

Educazione al risparmio energetico alle scuole IALFVG

In occasione di M’illumino di meno, la giornata di sensibilizzazione al risparmio energetico, al centro di formazione turistico alberghiera IAL Friuli Venezia Giulia di Magnano in Riviera gli allievi hanno preparato una minestra di farro e lenticchie cotta col sole.

Nonostante la presenza della neve sul prato facesse sorgere qualche dubbio nei ragazzi, lo chef ha proposto una ricetta da cucinare col sole. Quando fa freddo, si sa, una buona minestra è quel che ci vuole per riscaldarsi e, detto fatto, gli ingredienti di base erano già in pentola. Dopo una cottura di 3 ore i piatti fumanti erano pronti… e dicono siano spariti velocemente.

Anche questo è un modo per educare al risparmio, fattore utile al portafoglio dei futuri ristoratori e alla natura.

Educazione al risparmio energetico con la cucina solare
L'educazione al risparmio energetico coi ragazzi dello IALFVG di Magnano in Riviera (UD). La classe terza cucina coordinata dallo chef Zedelmeier.

Ecco la notizia sul sito della scuola: cuciniamo con la cucina solare anche d’inverno.

Condividi:

Un saluto, post Senegal, agli amici piú giovani.

Sono appena ritornato dal Senegal e mi é caro raccontare l’esperienza a voi amici coi quali sono entrato in dialogo. Questo in Senegal é stato il mio 25mo viaggio nei paesi africani quali Eritrea, Kenya, Guinea Bissau, Etiopia. Gli ultimi anni mi hanno visto lavorare come volontario con le cucine solari. Sono testimone di terre sempre più aride, prive di alberi, laddove fino a poco tempo fa c’era o foresta o boscaglia. Ho incontrato molti giovani con le “mani in mano” altri a fare lavori agricoli o artigianali con strumenti minimi, che da noi neanche i più vecchi hanno mai visto. Ho rivisto giovani, abitanti nelle capanne, studiare per dare esami all’università; una grande voglia di riscatto. Ne ho visti piangere alla nostra partenza perché coscienti che sarebbe terminato il tempo della formazione; altri cercare nelle discariche un po’ di metallo da vendere. Alcuni, pur arrivando dalle capanne, avevano la voglia di collaborare, stringere viti, assemblare calotte di cucine solari (esperienza fatta recentemente in Senegal in più villaggi); anche qui voglia di fare, di riscatto. Le donne, pure loro ho visto capire al volo come si assemblavano in serie 10 supporti di cucine, sono state un vero aiuto per risparmiare tempo. Il resto è stato dedicato a cucinare insieme per più giorni, riso, foglie di un certo albero, pesce. Alcune donne che erano rimaste escluse dall’avere una cucina si sono azzuffate. Anche questa volta per dieci giorni ho condiviso la cena presso una casa parrocchiale con giovani tedeschi e francesi. Gli uni erano in Senegal per curare un gemellaggio coi loro coetanei liceali mentre gli altri lavoravano ad altro progetto e dedicavano tempo a trasmettere conoscenze di informatica. Erano stati favoriti dalla scuola e dai loro genitori; certamente una bella esperienza. Invece altre tre ragazze della Germania erano per un anno di servizio volontario o presso centri educativi o presidi sanitari. Mi è capitato di vedere potenziali risorse della terra ed il pensiero è corso al lavoro che manca anche qui a tanti giovani come manca li. L’ultima pioggia è di un mese fa e fino a giugno non se ne parla più, certamente acqua ne deve essere caduta molta visto che vedevo ancora qualche pozza, pur calante, resistere al caldo dei 40 gradi; quanti posti di lavoro potrebbero nascere, anche con pochi soldi? Pale, carriole, un grande invaso da costruire, un telo sul fondo, qualche pannello fotovoltaico, una pompa, qualche serra e la crescita di legumi a go go.  E qui in Italia? Chissà quante ” pozze” ci sono da scoprire qui, da lavorarci intorno con creatività e costanza; chissà quanti posti di lavoro nuovi, quanti frutti anche per qui. Delle immagini che per ora non ho disponibili aiuterebbero a rendere più leggero questo testo e nel contempo più brioso per i colori, i volti, il paesaggio. A tutti un caro saluto e se vi sembra di esprimere qualcosa lo leggeró con grande piacere, Ottorino.

Condividi:

2012, DIARIO DI UN PERCORSO IN AFRICA: formazione.

Formazione su Ambiente , Deforestazione , Salute

1

 

Formazione su Energie Alternative

1 (1)

Assemblaggio delle cucine solari

1 (2)

1 (3)

1 (4)

Formazione su come utilizzare le cucine solari

1 (5)

Prove di cottura di vari cibi

1 (6)

Pulizia della cucina solare

1 (7)

Situazione sull’uso dell’acqua di un pozzo presso orti comunitari

1 (8)

Prelievo manuale dell’acqua.

1 (9)

Bambine dedite al faticoso trasporto dell’acqua dal pozzo agli orti; per alleviare la fatica tra un pò verrà attivata una pompa azionata con della corrente dei pannelli fotovoltaici.

1 (10)

IN SENEGAL – Formazione di un artigiano per la costruzione e l’assemblaggio di cucine solari

1 (11)

Passaggio di conoscenza

1 (12)

Patto di consegna

1 (13)

Verifica della cottura del riso

1 (14)

Cottura dei fagioli

1 (15)

Condividi:

2011, DIARIO DI UN PERCORSO IN AFRICA: prove di soluzioni.

LA NATURA É BELLA

1

58

LA DEFORESTAZIONE TALVOLTA COME NECESSITÀ

13
Commercio spicciolo di legna per sopravvivere.

15
Commercio spicciolo di legna per sopravvivere con l’aiuto degli asini)

 

LA RIFORESTAZIONE COME URGENTE NECESSITÁ

7
Plantumazione di piantine da frutto e da ombra.

 

CUCINE SOLARI COME RISPOSTA

18
consegna di una cucina a chi ha piantato alberi

19
si porta a casa, come un trofeo, la cucina solare….che
farà cambiare le fatiche alla donna e riguadagnare salute all’ambiente.

21
osservazione meravigliata della cottura di patate

28
utilizzo in serie di grandi cucine per comunitá

 

CUCINE SOLARI E OPPORTUNITÀ DI LAVORO IN AFRICA
34
preparazione dei materiali per il supporto cucine

36

35
prove dei supporti ultimati

38
assemblaggio della calotta riflettente

67

41
formazione sull’utilità e sull’uso della cucina stessa

42
cottura della polenta

68
spiegazione sull’utilità e sull’uso della cucina a studenti di una delle tante classi incontrate

UNA PRIMA SERIE, FRUTTO DEL LAVORO DEI LOCALI, É PRONTA PER LA CONSEGNA

69
P. Masino, che sostiene il progetto e Lucy che ha assemblato le prime cucine

Condividi:

Considerazioni sull’Africa.

Che la nostra terra abbia bisogno di cure è una consapevolezza di molti.

Per ciò che riguarda l’Africa lo è ancora di più. Il bisogno di due miliardi di persone nel mondo di tagliare alberi per cuocere è una necessità altrettanto vera. Così l’evaporazione proveniente da polmoni del Verde fatti sparire, non avviene più; le precipitazioni neppure; le coltivazioni sono sparite. Un esempio: di tutta la foresta del Kenya ne è rimasto solo il 3%.

Tutto ciò può avere conseguenze anche per noi del Nord del mondo?La risposta è senza dubbio si. In diverse persone del Sud c’è sempre più consapevolezza di dover cambiare metodo di utilizzo di beni quali gli alberi. Allora in alcuni luoghi si fa così: vengono piantate delle piantine di NEEM (dal potere medicamentoso e con capacità di creare Humus) e con la vicinanza dell’acqua distribuita col metodo goccia a goccia  – per mezzo di una bottiglia con un forellino – si garantisce la crescita. Altrettanto si fa con le piantine di AVOGADO, MANGO, ecc. A questa iniziativa viene affiancato l’uso della cucina solare.

INVERTIRE LA ROTTA E’ POSSIBILE.

Questo vuol dire realizzare un ciclo che si prende cura e che produrrà salute a tutta la terra.

Condividi:

Il sole in cucina – Missione di Zway in Etiopia

La nostra meraviglia non conosce misure davanti alla novità delle cucine solari.

Ottorino Saccon, volontario AVI, è il costruttore di queste favolose parabole in acciaio che catturano l’energia solare e la concentrano nel “punto fuoco” sul quale si appoggiano le pentole per cucinare qualsiasi tipo di cibo: dalla pasta alla pizza, dal dolce alla carne…

Alla missione le usiamo soprattutto per far bollire l’acqua per preparare la faffa, tipica pietanza locale. Non immaginate il risparmio di legna…

Le cucine solari sono, nella nostra area semiarida, la soluzione di molti problemi.

Sfruttando l’energia pulita del sole si risolve anche il problema della deforestazione, una delle cause di siccità e carestie ricorrenti.

La legna è sempre più introvabile e per questo costosa, e non sempre la gente può permettersi di cucinare. Per questo l’alimentazione è spesso malsana o impoverita.

A farne le spese è soprattutto la donna!

Il costo di questa invenzione? Dai 200 ai 300 euro a seconda della dimensione.

Ottorino Saccon, l’ideatore e infaticabile promotore di questo progetto, già sperimentato in Kenya, vuole che la cucina solare possa raggiungere anche i più poveri.Tanti possono scegliere di regalare una cucina solare. Con lui abbiamo preso degli accordi precisi perché venga data in uso gratuito a queste popolazioni a patto che i beneficiari (una famiglia, una comunità o una scuola) piantino 5 alberi, preferibilmente da frutta, e li facciano crescere.

Vorremmo che la cucina solare fosse il nostro regalo di Natale per i nostri lavoratori, il primo anello di una catena per diffonderne l’uso anche nei villaggi.

La lista di chi vorrebbe utilizzarla è già lunghissima.

Crediamo che la cucina solare possa essere un elemento importante nella lotta contro la povertà e contro la deforestazione.
Grazie, grazie mille a tutti i volontari che si sono impegnati assieme a Ottorino.

Sr. Giovanna, Ines, Elisa, Elsa, Nieves, Antonietta della Missione di Zway – Etiopia

Condividi:

DIARIO DI VIAGGIO IN VILLAGGI AFRICANI

INCONTRO ED ATTIVAZIONE SIMULTANEA DI TRE IDEE.

C’è un filo conduttore tra un evento ed altri; ci sono i nodi che permettono di saldarli; nell’insieme si può cogliere il bello che accade.

Il nostro viaggio intreccia persone, situazioni, produce realizzazioni in KENYA ed ETHIOPIA.

Passaggi di conoscenze, cucine solari, alberi…… questi sono gli ingredienti che insieme abbiamo mescolato.

Insieme alla gente è stato possibile, dopo passaggio di conoscenze, costruire i supporti delle cucine solari e procedere all’assemblaggio.

Insieme si sono piantati alberi medicamentosi (neem) e da frutta (avogado, mango).

Il legame di queste idee dà e darà frutti che sono: dI liberazione della donna dalla fatica; opportunità di lavoro; una dieta più degna di questo nome; equilibrio per l’ambiente.

In sintesi, è questo il viaggio che verrà percorso dalla documentazione fotografica e che significa aver piantato il seme della prospettiva.

Avere una prospettiva, una speranza anche se non risolve tutto dà senso alla giornata nella quale avvengono cose importanti.

 

Condividi: