In ascolto del Senegal, novembre 2016

In questo passaggio a THIES, in collaborazione con la Caritas locale impegnata presso i villaggi rurali, lo scopo di noi volontari AVI Onlus di Montebelluna (TV) era accompagnare le cucine solari e testare qualche piccolo impianto fotovoltaico per far arrivare un po’ di luce, intanto, in qualche capanna.

Ci si è resi conto che andare a verificare lo stato dell’uso delle cucine solari precedentemente consegnate sarebbe stato di primaria importanza.

Con gli operatori Caritas sono state dedicate delle giornate intere, in più villaggi, a cuocere e pranzare  insieme ai locali.

Dopo il pasto ci sedevamo ad ascoltare i pensieri delle persone rispetto all’uso delle cucine. Il dialogo ha aiutato a comprendere alcuni aspetti dell’uso e a superare alcune difficoltà.

Altro aspetto, avere la luce elettrica in casa è un miraggio in molte parti del mondo.
Anche tra le capanne che abbiamo visitato è così e in alcune zone, anche se è disponibile la corrente elettrica, per molti resta una spesa inaccessibile.

A questo bisogno abbiamo cercato di rispondere installando un piccolo impianto con due pannelli fotovoltaici e quanto correlato. Così ora quattro capanne possono avere diverse ore di luce la sera, compresa una lampada esterna: la luce, cambia la vita!

La mamma ci diceva con gioia: “ora quattro figli la sera possono studiare sopra lo stesso letto”. Chissà quanti di questi piccoli impianti si potrebbero realizzare.

Il treno nel video trasporta i fosfati di Thies per la produzione di concimi da utilizzare in agricoltura. I fosfati sono estratti da varie cave e partono subito in treno fino al porto di Dakar da dove prendono il largo verso il nostro mondo. Molte risorse mal pagate partono in questo modo, privando l’Africa di beni e lasciano agli africani pochi denari insufficienti per una vita dignitosa.

La speranza, portata dalle cucine solari, dalla luce generata dal fotovoltaico, magari da un  “treno di ritorno” è il segno che il tempo non passa invano, che realizzare l’equilibrio è cosa che si può fare, anzi che si fa.

Volontari AVI onlus di Montebelluna (TV)

Ottorino e Galdino

Viaggio tra Zambia e Malawi ad agosto e settembre 2016.

img_0570L480px-zambia-malawi‘esperienza della prima volta in Malawi e Zambia, mi conferma quanto sia necessario adottare un approccio articolato quando si sceglie di intervenire per favorire lo sviluppo di paesi in difficoltà.

Sappiamo già e ho avuto modo di verificarlo, quanto lo Zambia, come tanti altri stati africani, sia un luogo dove si può contare sulla pioggia solo per pochi mesi all’anno. Con il contributo dell’associazione Avi di Montebelluna e in compagnia di Diego Sperandio e Don Walter Gatti, parroco di Bocca di Strada e Santa Maria di Piave, abbiamo sperimentato un piccolo aiuto per fermare la desertificazione: non tagliare più alberi per cuocere favorendo l’uso della cucina solare.

Sono state collocate delle cucine in centri dove c’è maggiore passaggio di persone, perché vicini a luoghi frequentati.

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Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi di questa nuova proposta, che va sempre accompagnata prima con la formazione e poi con la verifica dell’utilizzo da parte delle persone. Questa volta ci sarà anche la supervisione dei due religiosi Comboniani P. Luigi Casagrande e fratel Francisco, agronomo della missione di Chicowa/Cipata.

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Da tempo abbiamo notato come sia importante intervenire sul medesimo luogo con proposte collegate, in modo articolato.

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A questo proposito ho avuto modo di osservare con piacere quanto il portoghese fratel Francisco ha sviluppato presso un terreno della missione.

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Un pozzo, delle serre e un campo attiguo adibito ad orto e a coltivazione di fagioli e mais. Il tutto debitamente bagnato con l’acqua del pozzo… che, come si vede nella foto, è in manutenzione.

manutenzione pozzo

La combinazione di acqua, serre e campo irrigato ne fa una visione di verde che risalta ancor di più rispetto al colore marrone circostante.

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Certo, li aspettano aiuti per un impianto fotovoltaico per pescare l’acqua con l’energia del sole e collocare altre serre. Per ora sono arrivate le cucine a completare il ciclo e a cuocere il cibo.

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Le foto documentano quanto si è visto è fatto,
un caro saluto,
Ottorino Saccon.

ps. altre foto si possono vedere nella galleria del settimanale diocesano l’Azione.

Senegal, si può fare! Foto dell’esperienza.

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Capita che, a fare il viandante in SENEGAL, nei villaggi della cintura di Thies a novembre 2015, vedi ambienti, vivi situazioni, incroci volti, i più disparati.

Vedi un ambiente “rigido” nella sua siccità che dura 9 mesi. Ti poni delle domande… qualche risposta la trovi quando inquadri, come una pennellata, un verde orto con al centro un pozzo: grazie all’acqua tutto cambia.
Allora velocemente il pensiero dice: si può fare!
Così come si può dotare di verricello un pozzo per prelevare l’acqua da 20 metri.
Allo stesso modo siamo intervenuti con tante cucine solari; fanno risparmiare denaro, fatica alle donne e sofferenza all’ambiente.
Ecco allora che la curiosità ci accompagna tra le varie immagini fissate nel viandare di villaggio in villaggio… dove si coglie l’arretratezza del vivere che ci interpella e ci sprona a fornire e sperimentare insieme opportunità di superamento.

Un caro saluto, Ottorino e Galdino.

Bellezza, Sofferenza, Immaginazione – Haiti 2015

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Grazie ai contatti e progetti degli amici dell’AVI di Montebelluna sono stato per la prima volta ad Haiti, il più povero paese del continente americano, posto giusto al centro del Mar dei Caraibi.

L’isola, colpita nel 2004 dall’uragano Jeanne e nel 2010 dal terremoto vive in uno stato di emergenza umanitaria e attualmente è in corso una missione internazionale di aiuto sotto la guida dell’ONU.

Fra gennaio e febbraio sono stato ospite della missione degli Scalabriniani a Port-au-Prince, la capitale di Haiti. Nei pressi della missione l’associazione AVI con la città di Bassano hanno contribuito a sostenere la realizzazione del “villaggio Montebelluna Bassano” sorto proprio dopo il disastroso terremoto di 5 anni fa che ha lasciato il paese in uno stato di disagio economico e sociale.

In un territorio come quello di Haiti, povero di risorse ed alberi abbiamo pensato che il progetto delle cucine solari fosse adatto.

Andrea Bolzonello ad Haiti con un forni solari

Perciò già a luglio e agosto 2014 Andrea Bolzonello, altro volontario Avi, era stato lì per far conoscere il sistema della cottura solare con le parabole e aveva ottenuto, fra lo stupore delle persone dei buoni risultati. Infatti ad Haiti l’unica cosa che non manca è proprio il sole.

Questa volta l’obiettivo era quello di costruire assieme alla comunità i supporti per altri forni solari a parabola e soprattutto fare formazione in varie realtà fra cui le scuole, le famiglie, il centro sportivo della missione di Padre Giuseppe Durante e il villaggio Montebelluna Bassano.

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Nella missione ho trascorso del tempo con gli allievi del liceo, dialogando e discutendo sulle possibilità delle cucine solari. Ero accompagnato da Valentina, giovane Varesina responsabile del centro sportivo che mi aiutava facendo da traduttrice.

Gli interventi degli studenti sono stati molteplici anche con discussioni animate. Ad esempio il confronto a più voci, regolarmente annotate alla lavagna dagli allievi, circa la spesa per il carbone e il gas destinati alla cottura e la gratuità del sole nell’uso della cucina solare. Quell’aula così animata, così lanciata nel dialogo tra intelligenze varie, era vivace e si sentiva l’energia che tutti mettevano nel ragionare assieme, una energia forte come è quella del sole che splende sull’isola.

“Bellezza, sofferenza, immaginazione” sono le parole proposte da una studentessa per sintetizzare l’idea di portare le cucine solari ad Haiti. Dopo bellezza e sofferenza, quell’ultima parola, immaginazione, fa esplodere il grido che è possibile, è possibile immaginare di cambiare e progredire.

La forza di un fiore

Ero presso una famiglia, dove altre persone si erano radunate per capire il senso e l’uso delle cucine solari. La povertà di questi luoghi la possiamo immaginare; ci vogliono forza e opportunitá per il cambiamento.

Mentre insieme cucinavamo al sole di 7 litri di cibo, osservando quel cortile, la casa, i presenti, nella mia mente si intrecciavano i più disparati pensieri e non sempre erano confortevoli. C’era desolazione in quella vista tanto che mi faceva un po’ star male. Ad un certo punto però mi attraggono i colori dei fiori che avevano forzato una screpolatura sulle fondamenta. Allora, ho pensato, se quei fiori nati nel degrado c’è l’hanno fatta vuol dire che bisogna lavorare sperando che anche dove ci sono le “pietre” sia possibile il progresso, la bellezza. La frase “Si può fare” mi ha ridato speranza.

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Le Opportunità

Noi del mondo progredito abbiamo avuto opportunità in abbondanza grazie a quanto ci è stato dato nel tempo in comodato d’uso da scienziati, umanisti, gente laboriosa. Anche il caro Galileo Galilei, padre della scienza moderna, ha favorito l’attuale stato di modernità che ha prodotto la nostra abbondanza.
Alcuni dati testimoniano il nostro “benessere materiale”: viviamo nelle prime 300 aree più progredite dove vengono prodotte il 50% delle ricchezze e sono registrati il 90% per cento dei brevetti.

È Il Tempo Dei Vasi Comunicanti

Oltre a continuare a scambiare tra noi nuove conoscenze, è il tempo di farlo soprattutto con il sud del mondo, che, diversamente, verrà sempre più da noi a cercare delle opportunità. Lo vediamo spesso ultimamente coi continui sbarchi a Lampedusa.

Penso che le foto possano far immaginare a ciascuno cosa “si può fare”, un “si può fare” che è applicabile anche da noi dove ci sono tante situazioni che attendono risposte.

Un caro saluto,

Ottorino

 

Aridità del terreno, pietre, orti e anche altro… Kenya agosto-settembre 2014

Vediamo gruppi di animali che cercano un po’ di verde da brucare, ecco ciò che s’incontra… siamo in KENYA, è settembre e dalla città di Isiolo si procede verso Marsabit, nel nord nel paese.

Questa è l’ultima tappa del nostro viandare di agosto-settembre, con le cucine solari e l’orto in sacco.

Del viaggio merita riportare un’uscita dell’amico Dimitri: “và in XXXX ti e le to’ pignatte!” :-)(vai a quel paese tu e le tue pentole!). Nel percorso su strada bianca, a dir poco sconnessa, che porta a Marsabit, ogni tanto aprivamo lo sportello posteriore del fuori strada per far uscire Dimitri. A lui la sorte aveva concesso di tenere a bada valige e casse con il materiale delle cucine solari. Possiamo immaginare le botte che ha preso nei vari sobbalzi del mezzo nonché lo sforzo per tenere i contenitori sotto controllo.

Donne Sacco Maralal_1Donne Sacco Maralal

La prima tappa del gruppo A.V.I. Onlus composto da Maria, Daniela, Valentina, Nadia, Ottorino e Dimitri era a Maralal, cittadina 250 Km a nord di Nairobi.

Lì abbiamo realizzato alcuni orti in sacco e già a fine settembre gli amici del luogo ci dicevano che le piantine si stavano sviluppando in maniera rigogliosa, ottimo. Altri li abbiamo fatti a Opiroi e a Barsaloi, a tre ore da Maralal.

orto in sacco in Kenya Ottorino Donne Sacco Maralal_2

Proprio a Maralal ritroviamo Giorgia, ragazza di Santa Lucia di Piave che ha deciso di dedicare tre anni al Kenya come volontaria dopo l’università. Si occuperà del recupero dei ragazzi di strada con il progetto di cooperazione internazionale KIKORA, Street Children in Maralal.

Giorgia Sacco Maralal Giorgia Sacco Maralal_1 Giorgia Sacco Maralal_2

Con le cucine a concentrazione solare ci siamo fermati poi nella zona di Marsabit, villaggio KARIBU. Abbiamo assemblato insieme alla gente e la disponibilità ha fruttato un buon clima: sia le donne che gli uomini si sono adoperati con i materiali delle cucine.

costruzione cucine Marsabit Ottorino cucina MarsabitOttorino 98 mama cucina Barsaloi

In questo viaggio con noi c’era anche Nadia, medico di Conegliano che ha potuto dare il suo contributo nei dispensari dei villaggi. Abbiamo così fatto formazione sulla salute e lei ha parlato di prevenzione di varie malattie, sollecitando l’uso delle cucine solari per pastorizzare l’acqua e cuocere i cibi.

Nadia Elisa dispensario Barsaloi Nadia dispensario Barsaloi Nadia dispensario Barsaloi_2 Nadia dispensario Barsaloi_4

Alla fine degli incontri preparavamo il thè e cucinavamo un dolce o la polenta, per un momento di festa insieme.

Nadia dolce Barsaloi

I pasti di mezzogiorno composti da riso e verdura cotta li consumavamo nella capanna: un contesto igienico-sanitario che ora ci fa dire: ma in che bel paradiso viviamo in Italia? Abbiamo un tavolo dove accomodarci, acqua per tutte le necessità, cibo vario, bello! Di là tutto questo è un’altra cosa, anzi, spesso non c’è. Ma in Kenya l’ironia è stata nostra compagna e questo ci ha aiutato.

Boiling water - Dirib Gombo Child with cat - Dirib Gombo In a new  manyatta  - Dirib Gombo - Karibu Loho and family - Dirib Gombo Lunch - Dirib Gombo - Karibu Village

Fra le necessità del posto comunque c’è sempre l’acqua. Abbiamo fatto un sogno, un invaso per conservare quella piovana intorno a KARIBU. Lì torneremo con le cucine solari. Avremo quindi il tempo per pensare e realizzare con la gente l’invaso di terra. Sarà così giustificato il detto: “l’utopia è l’ombra della realtà”.

Un caro saluto a tutti, Ottorino.

Queste e altre sono foto del reporter Dimitri Feltrin.
Segnaliamo inoltre l’articolo comparso su La Tribuna di Treviso il 15 settembre 2014.

 

La potenza delle opportunità Guinea Bissau 2014

Il sole forte e l’arretratezza di alcuni luoghi fanno faticare, ma ti concedono anche di osservare lentamente le bellezze e di immaginare.

Anche in Guinea Bissau in questo inizio 2014 il sole è propizio e lo sono pure i vari pozzi scavati dalle mani dell’uomo.

Osservando, si vede che queste due energie, sole ed acqua, non si intrecciano ma potrebbero dare molta forza per mettere in movimento altro.

Un esempio è l’orto in sacco; può prosperare con poca acqua e occupare poco spazio.
Durante le varie tappe in GUINEA ne abbiamo parlato e realizzato qualcuno, sempre insieme alla gente che con noi vive la sorpresa.

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Si può contare sull’acqua dei pozzi pescata a 15/20 metri, solo diventa una bella sfida per le minute braccia dei piccoli che si cimentano a tirare, tirare la corda del secchio di 5 litri. Allora ecco la proposta di costruire insieme un semplice verricello che di acqua, a parità di fatica, ne può tirare su 5 volte tanto.

GuineaBissau2014-07 GuineaBissau2014-06 GuineaBissau2014-05Verricello

Il prototipo è già fatto, lo applicheremo il prossimo giro; sarà OPPORTUNITÁ sia di lavoro sia di guadagno in loco, bei due risultati.
E quel tempo guadagnato dai bambini alla fatica del pozzo può tramutarsi in tempo per il gioco.
Così con la forza dell’acqua e l’energia del sole abbracciati possiamo immaginare chissà, 10, 30, 90 orti in sacco; benessere quindi dalla nuova dieta, e perché no, per l’economia che comincerà ad accarezzare qualche famiglia.

Queste belle OPPORTUNITÁ meritano di essere festeggiate… Come?
…con un dolce come in tutte le feste del mondo.

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Nel nostro “viandare” ci fermiamo un po’ a Sao DOMINGOS ai confini con il Senegal.
Intraprendenti suore provenienti dal Senegal da tempo stazionano nella Missione lambita dalle maree dell’oceano Atlantico, che dopo aver superato una distesa di mangrovie arrivano fino al muro di cinta.
Sono giovani suore che si dedicano ad accompagnare nel cammino di formazione un gruppo di donne: lo scopo è sviluppare conoscenze e competenze per condurre un piccolo commercio. Un esempio è il lavoro di produzione del sapone che realizzano le stesse donne.
L’intraprendenza non ha confini, si tratta di far camminare LE OPPORTUNITÁ delle CONOSCENZE.

Nell’attività di formazione rivolta alle donne anche il forno solare ha il suo posto.

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Formazione quindi su ambiente, uso della cucina solare ma anche momento di riflessione in merito a come utilizzare i risparmi derivati dalla cucina, visto che non servirà acquistare carbone o legna.

Così, dopo aver quantificato la spesa per la legna e il carbone, giunge la splendida conclusione del gruppo su come impiegare il risparmio: “faremo studiare i nostri figli e avvieremo un commercio!”.

L’INTRAPRENDENZA è anche figlia delle OPPORTUNITÁ!

La POTENZA ESPRESSA DALLE OPPORTUNITÁ AVUTE/DATE è la chiave del PROGREDIRE e della pace fra le persone ed i popoli.

Gustiamoci un po’ di foto fatte in alcuni luoghi dove abbiamo lavorato; immagini che parlano della dirompenza della bontà e dell’abbondanza della natura con i suoi doni: mango, casù (anacardi), palme e buganvillee.

Al prossimo “viandare”, Ottorino e Rino, che con la sua ottima collaborazione, è stato compagno di viaggio.

Cucinare con il sole nell’alleanza Solar Cooker Internationals Network

Solar-Cookers-International -Network -Cucinare

Solar Cooker Internationals è un’alleanza di ONG, costruttori e individui attivi nella promozione della cottura solare in più di 120 stati.

Ne fanno parte anche i gentilissimi signori americani Paul Hedrick e Tom Sponheim che, dopo aver visitato il nostro sito, hanno creato una pagina dedicata a cucinare con il sole all’interno del sito dell’alleanza.

Li ringraziamo e siamo felici di essere entrati a far parte di questo gruppo internazionale. Un gruppo che, visto il numero di paesi coinvolti, dimostra quanto la cottura solare sia diffusa nel mondo. Molto di più di quanto si possa immaginare.

Solar cookers internationalsSolar Cooker Internationals è un’alleanza di ONG, costruttori e individui attivi nella promozione della cottura solare in più di 120 stati. Ne fanno parte anche i gentilissimi signori americani Paul Hedrick e Tom Sponheim che, dopo aver visitato il nostro cucinareconilsole.com, hanno creato una pagina dedicata a cucinare con il sole all’interno del sito dell’alleanza. Li ringraziamo e siamo felici di essere entrati a far parte di questo gruppo internazionale. Un gruppo che, visto il numero di paesi coinvolti, dimostra quanto la cottura solare sia diffusa nel mondo.

SENEGAL novembre 2013

STORIE MINORI agli amici più giovani

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Sì, storie minori raccolte nel “viandare” lungo il reticolo di piste sabbiose che collegano abitazioni, gente attiva per il cibo, umili animali da traino, bambini che colgono le sfide della giornata.

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Si sa che studiare la geografia è utilissimo per conoscere un luogo e comprendere dove siamo, ma lo sono pure le piccole storie e le immagini che si possono raccogliere fermandosi nel luogo, sostando a osservare… per poi raccontare.

Raccontare di CIBO, CUCINE SOLARI e di CARRUCOLE.

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A Sessene, una quindicina di Km dalla città di THIES, assembliamo insieme agli abitanti la prima cucina solare. Subito dopo, all’ombra di un materno baobab, è straordinario veder cuocere col sole 2,5 Kg di riso, quello piccolo piccolo, che arriva dalla lontana Thailandia.

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Attorno al comune piattone poi, 15 persone, sapendo che ognuno ha diritto alla sua porzione, mangiano con gusto quanto gli spetta.

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STORIA MINORE (?!!) e di quale portata, non certo su un piatto firmato ma su uno più nobile, quello dove inciso si legge: “appartengo alla medesima umanità”.

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Come quella donata da Serena, ragazza Svizzera in Senegal per due mesi di volontariato presso una scuola, raggiunta successivamente dalla mamma, mentre il papà e marito, Pastore evangelico, le attendeva a fine novembre; un’opportunità di scambio e di conoscenze e un aiuto con la lingua.

Che le immagini ci facciano buona compagnia!

CARRUCOLE, DONNE, BAMBINE, cosa vuol dire tutto questo?

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E si capisce che la grinta è la sua forza perché vuole vincere la sfida.

Tocca anche a loro pescare dal profondo di quel pozzo il tesoro dell’acqua usando una corda sfilacciata che solleva un simil secchio. Sono bambine di 7/8 anni nel cui volto leggi i segni dello sforzo, ma intravedi una mente decisa a vincere la sfida dei 20 metri.

Sono manine, braccia tese come archi e sguardi coinvolti anzitempo nella fatica… eppur basterebbero semplici carrucole che là ancora non sono arrivate. Vedremo il da farsi.

CIBO
Per il cibo anche l’orto in sacco potrebbe fare la sua parte.

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Per ora è stato solo sperimentato in quel della Carità di Thies; anche questo avrà un futuro se piacerà a Dio o se gli uomini lo vorranno. Allora la dieta sarà, oltre al solito riso, un po’ più umana.

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Il lavoro non manca, ce n’è eccome!
Grazie a Galdino Cagnin dell’associazione Karibu Onlus di Scorzè (VE) che mi ha aiutato e accompagnato nel viaggio.

Lunga vita anche a nuovi “viandanti”,

Ottorino
Volontario AVI Onlus di Montebelluna (TV)

Viandanti in Kenya, agosto 2013

Agli amici più giovani.

Essere viandanti nel nord del KENYA questa volta ha significato, oltre che promuovere il forno solare, anche avviare nuove collaborazioni.

Con gli altri amici volontari ci siamo avvicinati a delle iniziative esistenti e, dopo aver visto e ascoltato, abbiamo deciso di sostenere alcuni di questi progetti: ad esempio…

Serre in Kenya
Ampliamento di serre in quel di Opiroi ad alcune ore da Maralal
Volontariato Kenya
Sporcarsi le mani insieme per costruire la casa della prossima sposa ha avvicinato le differenze.
Bambini pastori
Cosa di piú bello se non sostenere la scuola serale dei bambini? Solo la sera possono accedervi perchè di giorno fanno i pastori.
Spiegazione Forni solari
Iniziare all’uso dei forni solari perché le donne godano del benessere e il clima benefici dell’equilibrio.

Le avventure

Credo sia tipico dell’andare del viandante vedere luoghi, intrecciare relazioni che producano buoni frutti, sperimentare il clima… come la pioggia abbondante prima e durante il nostro viaggio da Nairobi che significa una benedizione per la terra africana e qualche inconveniente in più per noi Occidentali.

Avventure in Kenya col fango
Piantati su un fianco

Per intenderci, partiti da Nairobi alle sette del mattino siamo arrivati a Maralal il giorno seguente, alle 15, dopo un’avventura “simpatica”, si fa per dire, quando tutto é finito!
Solo dopo aver superato le difficoltà raccontiamo volentieri e ridendo del pulmino che spesso si è piantato nel fango della strada sterrata, inclinandosi su un fianco.
Oppure di quando scappava un bisognino nella boscaglia di notte. Allora cosa fai? Scendi dal pulmino, trovi un sasso e lo lanci verso un cespuglio per assicurarti che il luogo prescelto sia libero da qualche amico a quattro zampe o strisciante… pure loro in cerca di privacy!

Avventure in Kenya col fango
Infangati

In questo andare notturno, ne la tenacia dei due autisti locali, ne la collaborazione dei sette viandanti che tiravano la corda hanno potuto qualcosa sullo sterrato viscido; alle due della notte ci siamo arresi al fango e al mezzo piantato definitivamente in una buca e inclinato su un fianco, quasi a dire che come noi voleva dormire. Non rimaneva che attendere l’alba dormendo uno a ridosso dell’altro. Provvidenziale il passaggio di alcuni giovani che con il favore della luce ci hanno aiutato a liberare il mezzo dalla buca. Così alle 15 si era a Maralal, naturalmente dopo altri momenti di spintoni al mezzo e tiri di corda.

Vince chi la durrrra!
Ora comunque é tutto bello, da raccontare e documentare.

Cooperazione e km Zero

Dalle nostre parti si parla di orti, anche sui balconi, di cibo e simili a km zero ma anche in Kenya la gente non è stata con le mani in mano.

Vegetali crescono
Prodotti in Kenya

Dove é possibile raccogliere un po’ d’acqua piovana si fanno le serre che, come soffici palloni quasi sospesi da terra, custodiscono pazientemente i benefici del sole e il lavoro delle donne. Nascono opportunitá per una dieta varia e più salubre, per una economia e un lavoro in cooperazione. Cooperazione, buona parola per far nascere tante faccende.
Una faccenda é anche quella “casa” costruita insieme ai parenti della sposa, in quel di Opiroi, dove arrivi percorrendo una strada che ti rimarrà impressa nella memoria sballottato come fossi a cavallo di un puledro selvaggio. Chi del posto tutto conosce, ha reperito i materiali da costruzione come bastoni da piantare, intonaco da smaltare. L’intonaco si intende amalgamato coi piedi e le mani, composto di acqua, terra e di quel tenero “cemento” prodotto, pure quello a km zero, dalle vacche circostanti.
Certo il composto riusciva tanto meglio quanto piú era impastato dalle “betoniere” dalle pale bianche e nere a 5 dita.

Costruzione casa della sposa

E allora sposa bagnata, o meglio, casa cacata, sposa fortunata.

Ma fortunate, oltre alla sposa, sono state anche le altre donne e bambine del villaggio perchè sono arrivati i forni solari a parabola e la fatica per la cerca della legna sará loro alleviata.

Ne beneficerà l’ambiente, con ripercussioni positive che arriveranno anche fino a noi del nord del mondo cosí come arriva un tam-tam.

A Barsaloi, a Tum e ad Archer’s Post bisognerà ritornare e portare altri forni solari a parabola.

Scuola dei bambini pastori

Dal bagaglio dei ricordi, un’altra esperienza che abbiamo sostenuto è la “scuola dei bambini pastori”.
Sono bambini scelti dalla famiglia tra i figli piú svegli per condurre gli animali al pascolo, questa loro occupazione nega loro la scuola diurna.
Ma la voglia di capire, di riscatto, li fa camminare verso le “scuole della sera” alla luce di qualche lampada solare, sostenuti da una zuppa a mo’ di tenera polenta.

Controllo compiti con lampada solare
Il controllo dei compiti dei bambini pastori alla scuola serale eseguito con la lampada solare

La Scuola è stata avviata da una suora che aveva colto in questi bambini la scintilla che aspettava di diventare fiamma; col nostro sostegno lo diventerà sempre piú di anno in anno.

Chissá che questi pastori, scolari di notte, facciano nascere un po’ di invidia che porti anche dalle nostre parti in noi, nei nostri ragazzi, la voglia di intraprendere qualche esperienza notturna ad osservar le stelle, ad attendere l’alba, a scambiarsi emozioni, desideri… a scoprire il bello che sta dentro il silenzio fatto insieme.

Ottorino.