4 passi alla fiera 4 passi? Troverai le nostre novità con gli amici del Parco Gambrinus

????????????????

FIERA 4 PASSI
Sabato 16 e domenica 17 maggio
Sabato 23 e domenica 24 maggio

I prossimi due fine settimana saremo alla “Fiera 4 passi verso un mondo migliore” a Treviso nel verde del parco di S.Artemio. Tu cosa fai?

Con noi (Area1 Bis – pista del bisonte) l’Orto in sacco Kit, la parabola Fiorita, La cucina pieghevole Giocondà e l’oggetto di design Giuliva.

Il tutto condito dagli sfiziosi spuntini a basso impatto ambientale degli amici del Ristorante Parco Gambrinus.

Sabato 23 maggio alle 20.45 presso l’auditorium della provincia è prevista inoltre la proiezione del film il viandante del sole.

Qualunque sia la tua scelta buon fine settimana.

Come arrivare / Orari / Mappa.

 

Condividi:

Bellezza, Sofferenza, Immaginazione – Haiti 2015

HAITI 2015 128

Grazie ai contatti e progetti degli amici dell’AVI di Montebelluna sono stato per la prima volta ad Haiti, il più povero paese del continente americano, posto giusto al centro del Mar dei Caraibi.

L’isola, colpita nel 2004 dall’uragano Jeanne e nel 2010 dal terremoto vive in uno stato di emergenza umanitaria e attualmente è in corso una missione internazionale di aiuto sotto la guida dell’ONU.

Fra gennaio e febbraio sono stato ospite della missione degli Scalabriniani a Port-au-Prince, la capitale di Haiti. Nei pressi della missione l’associazione AVI con la città di Bassano hanno contribuito a sostenere la realizzazione del “villaggio Montebelluna Bassano” sorto proprio dopo il disastroso terremoto di 5 anni fa che ha lasciato il paese in uno stato di disagio economico e sociale.

In un territorio come quello di Haiti, povero di risorse ed alberi abbiamo pensato che il progetto delle cucine solari fosse adatto.

Andrea Bolzonello ad Haiti con un forni solari

Perciò già a luglio e agosto 2014 Andrea Bolzonello, altro volontario Avi, era stato lì per far conoscere il sistema della cottura solare con le parabole e aveva ottenuto, fra lo stupore delle persone dei buoni risultati. Infatti ad Haiti l’unica cosa che non manca è proprio il sole.

Questa volta l’obiettivo era quello di costruire assieme alla comunità i supporti per altri forni solari a parabola e soprattutto fare formazione in varie realtà fra cui le scuole, le famiglie, il centro sportivo della missione di Padre Giuseppe Durante e il villaggio Montebelluna Bassano.

HAITI 2015 167HAITI 2015 173

Nella missione ho trascorso del tempo con gli allievi del liceo, dialogando e discutendo sulle possibilità delle cucine solari. Ero accompagnato da Valentina, giovane Varesina responsabile del centro sportivo che mi aiutava facendo da traduttrice.

Gli interventi degli studenti sono stati molteplici anche con discussioni animate. Ad esempio il confronto a più voci, regolarmente annotate alla lavagna dagli allievi, circa la spesa per il carbone e il gas destinati alla cottura e la gratuità del sole nell’uso della cucina solare. Quell’aula così animata, così lanciata nel dialogo tra intelligenze varie, era vivace e si sentiva l’energia che tutti mettevano nel ragionare assieme, una energia forte come è quella del sole che splende sull’isola.

“Bellezza, sofferenza, immaginazione” sono le parole proposte da una studentessa per sintetizzare l’idea di portare le cucine solari ad Haiti. Dopo bellezza e sofferenza, quell’ultima parola, immaginazione, fa esplodere il grido che è possibile, è possibile immaginare di cambiare e progredire.

La forza di un fiore

Ero presso una famiglia, dove altre persone si erano radunate per capire il senso e l’uso delle cucine solari. La povertà di questi luoghi la possiamo immaginare; ci vogliono forza e opportunitá per il cambiamento.

Mentre insieme cucinavamo al sole di 7 litri di cibo, osservando quel cortile, la casa, i presenti, nella mia mente si intrecciavano i più disparati pensieri e non sempre erano confortevoli. C’era desolazione in quella vista tanto che mi faceva un po’ star male. Ad un certo punto però mi attraggono i colori dei fiori che avevano forzato una screpolatura sulle fondamenta. Allora, ho pensato, se quei fiori nati nel degrado c’è l’hanno fatta vuol dire che bisogna lavorare sperando che anche dove ci sono le “pietre” sia possibile il progresso, la bellezza. La frase “Si può fare” mi ha ridato speranza.

HAITI 2015 198

Le Opportunità

Noi del mondo progredito abbiamo avuto opportunità in abbondanza grazie a quanto ci è stato dato nel tempo in comodato d’uso da scienziati, umanisti, gente laboriosa. Anche il caro Galileo Galilei, padre della scienza moderna, ha favorito l’attuale stato di modernità che ha prodotto la nostra abbondanza.
Alcuni dati testimoniano il nostro “benessere materiale”: viviamo nelle prime 300 aree più progredite dove vengono prodotte il 50% delle ricchezze e sono registrati il 90% per cento dei brevetti.

È Il Tempo Dei Vasi Comunicanti

Oltre a continuare a scambiare tra noi nuove conoscenze, è il tempo di farlo soprattutto con il sud del mondo, che, diversamente, verrà sempre più da noi a cercare delle opportunità. Lo vediamo spesso ultimamente coi continui sbarchi a Lampedusa.

Penso che le foto possano far immaginare a ciascuno cosa “si può fare”, un “si può fare” che è applicabile anche da noi dove ci sono tante situazioni che attendono risposte.

Un caro saluto,

Ottorino

 

Condividi:

Corso introduttivo agli orti naturali con uscite alla ricerca di erbe spontanee

oorso orto naturale

Gli amici del Centro Studi e Promozione sociale “Il filo d’Arianna” organizzano un ciclo di incontri sugli orti naturali, l’orto sinergico, l’orto solidale con lezioni introduttive e uscite alla ricerca di erbe spontanee commestibili.

Il titolo del percorso è “Alla caccia del tesoro” per celebrare i frutti di madre terra
che oltre a darci da mangiare indica anche come vivere in relazione.

Giovedì 19 Febbraio 2015 – dalle 20.00 alle 22.00
Perché un orto naturale?
L’agronomo Mauro Flora parlerà di: La fertilità del suolo – Lavorazioni del terreno,
concimi ed ammendanti – Pacciamatura – Concimazione verde – Rotazioni e consociazioni
Presso Sede degli ALPINI di S. Lucia Di Piave

Giovedì 26 Febbraio 2015 – dalle 20.00 alle 22.00
L’orto sinergico e le aiuole a cumulo
L’agrotecnico Mauro Flora parlerà di: il compostaggio domestico – I fiori nell’orto
Presso Sede degli ALPINI di S. Lucia Di Piave

Domenica 8 Marzo 2015 dalle 9.00 alle 11.00
Gita alla scoperta dell’Orto Solidale di Montebelluna
con l’agrotecnico Mauro Flora
Partenza ore 8.00 dal piazzale della Scuola Media di S. Lucia di Piave

Domenica 22 Marzo 2015
Uscita alla ricerca di Erbe Spontanee Commestibili
con l’esperta e guida di EDDA ZORGNO
Ritrovo ore 8.30 presso il piazzale della Scuola media di S. Lucia di Piave
Per informazioni relative alle gite e per adesioni scrivere a ilfilodiariannacs@libero.it
In caso di maltempo l’uscita del 22 marzo slitta alla domenica successiva.

Condividi:

Il viandante del sole – trailer e proiezioni

Aggiornamenti e prossime proiezioni del documentario

Giovedì 5 febbraio ore 20.45
Presentazione ufficiale del film documentario “Il viandante del sole” nell’auditorium della biblioteca comunale di Montebelluna. Parteciperanno alla serata anche Francesco Tartini, presidente dell’AVI Onlus e l’agrotecnico Mauro Flora.

Mercoledì 11 febbraio ore 20.30
Serata a Riese Pio X mercoledì 11 febbraio, alle 20.30, presso la casa comunale di Villa Eger. Alla serata sarà presente (salvo imprevisti) anche Ottorino Saccon, che rientrerà il 10 febbraio da una missione ad Haiti.

Ilviandantedelsole

Trama

Il Viandante del Sole racconta la passione e l’impegno di Ottorino Saccon, volontario dell’Associazione AVI Onlus, che dal 1994 porta avanti progetti di sviluppo sostenibile nel continente africano. Il documentario è stato realizzato dal reporter e regista Dimitri Feltrin che ha seguito per circa tre settimane il viaggio di Ottorino tra i villaggi del Kenya nell’estate 2014, a contatto con le tribù Samburu e Borana. Il volontario trevigiano lavora sulla distribuzione di concentratori solari in diverse parti dell’Africa. Queste cucine solari si rivelano funzionali e utili per bollire e sanificare l’acqua e il latte, oltre che per cucinare. La loro presenza diventa indispensabile in zone dove l’accesso a elettricità, gas e carbone è complicato se non impossibile, e dove deforestazione e siccità fanno della legna una merce rara e preziosa.

L’altro progetto a cui Ottorino lavora è quello degli “Orti in sacco”: un metodo di coltivazione con cui è possibile coltivare una trentina di ortaggi per ogni sacco di juta, risparmiando spazio e acqua.

“Il Viandante del Sole”, attraverso le vicende di Ottorino, tocca temi di grande attualità a livello planetario: la sostenibilità ambientale, l’accesso al cibo ed alla salute, la solidarietà tra i popoli.

Grazie a questi progetti Ottorino ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio “4 passi avanti” 2014 della Cooperativa Pace e Sviluppo di Treviso, organizzatrice della “Fiera 4 passi” e il Premio Impatto Zero 2013 dell’Arci di Padova.

Potete rimanere aggiornati sulle prossime iniziative legate a Il Viandante del Sole cliccando “Mi piace” alla pagina Facebook de “il Viandante del sole”.

Scheda del film

Documentario, Italia, dicembre 2014

Regia fotografia e montaggio
Dimitri Feltrin

Musiche
Giorgio Barbarotta tratte dall’album Snodo e In centro al labirinto www.giorgiobarbarotta.it

Illustrazione di copertina
Carlotta Barbieri

Grafiche
Simona Zoppelletto e Francesco Ceron

Grafica di copertina
Simona Zoppelletto

Con
Ottorino Saccon, Nadia Zorgno, Giorgia Zanin, Mauro Flora, Padre Isac Racho

Durata: 45’
Formato video: PAL 16/9 – colori
Lingua: Italiano/inglese con sottotitoli in italiano

In collaborazione con:
AVI Onlus (Montebelluna)
Cooperativa Pace e Sviluppo (Treviso)

Buona visione!

 

Condividi:

Nuove cucine solari alla fiera di S.Lucia e la prima del film il “Viandante del sole”

Dicembre ricco di appuntamenti questo 2014.

Il primo è il prossimo fine settimana 13-14-15 dicembre, vi invitiamo all’antica fiera di S.Lucia di Piave (TV) dove troverete gli orti in sacco ma sopratutto due nuovi modelli di cucina solare:

cucina solare pieghevole

Giocondàla cucina solare pieghevole che si apre e monta in pochi minuti, pesa solo 3,6 Kg e quindi è semplice da trasportare.

Giuliva, un forno solare a parabola di 143cm ispirato alla forma di un’oca, un’oca simpatica. Concepita dal designer Loris Tonon è semplicemente è la più bella cucina solare.

Vi invitiamo pertanto a vederle: a questo link trovate come avere il biglietto ridotto per accedere alla fiera.

Il secondo appuntamento è martedì 23 dicembre a Trevignano alla presentazione del film: “Il viandante del sole – la storia del vincitore del premio 4 passi avanti 2014“. Ilviandantedelsole

Si tratta di un documentario/film che ha come protagonisti i nostri volontari A.V.I. Onlus Ottorino Saccon e Nadia Zorgno, da tanti anni impiegati in progetti di sviluppo sostenibile in Africa.

Il reporter trevignanese Dimitri Feltrin li ha seguiti nell’ultimo dei loro periodici viaggi in Kenya e ne racconta la storia.

Segnatevi in agenda l’appuntamento:
Martedì 23 Dicembre 2014 ore 20.30
Villa Onigo, Trevignano (TV)
Ecco la mappa del posto.

Buone feste a tutti!

 

Condividi:

Aridità del terreno, pietre, orti e anche altro… Kenya agosto-settembre 2014

Vediamo gruppi di animali che cercano un po’ di verde da brucare, ecco ciò che s’incontra… siamo in KENYA, è settembre e dalla città di Isiolo si procede verso Marsabit, nel nord nel paese.

Questa è l’ultima tappa del nostro viandare di agosto-settembre, con le cucine solari e l’orto in sacco.

Del viaggio merita riportare un’uscita dell’amico Dimitri: “và in XXXX ti e le to’ pignatte!” :-)(vai a quel paese tu e le tue pentole!). Nel percorso su strada bianca, a dir poco sconnessa, che porta a Marsabit, ogni tanto aprivamo lo sportello posteriore del fuori strada per far uscire Dimitri. A lui la sorte aveva concesso di tenere a bada valige e casse con il materiale delle cucine solari. Possiamo immaginare le botte che ha preso nei vari sobbalzi del mezzo nonché lo sforzo per tenere i contenitori sotto controllo.

Donne Sacco Maralal_1Donne Sacco Maralal

La prima tappa del gruppo A.V.I. Onlus composto da Maria, Daniela, Valentina, Nadia, Ottorino e Dimitri era a Maralal, cittadina 250 Km a nord di Nairobi.

Lì abbiamo realizzato alcuni orti in sacco e già a fine settembre gli amici del luogo ci dicevano che le piantine si stavano sviluppando in maniera rigogliosa, ottimo. Altri li abbiamo fatti a Opiroi e a Barsaloi, a tre ore da Maralal.

orto in sacco in Kenya Ottorino Donne Sacco Maralal_2

Proprio a Maralal ritroviamo Giorgia, ragazza di Santa Lucia di Piave che ha deciso di dedicare tre anni al Kenya come volontaria dopo l’università. Si occuperà del recupero dei ragazzi di strada con il progetto di cooperazione internazionale KIKORA, Street Children in Maralal.

Giorgia Sacco Maralal Giorgia Sacco Maralal_1 Giorgia Sacco Maralal_2

Con le cucine a concentrazione solare ci siamo fermati poi nella zona di Marsabit, villaggio KARIBU. Abbiamo assemblato insieme alla gente e la disponibilità ha fruttato un buon clima: sia le donne che gli uomini si sono adoperati con i materiali delle cucine.

costruzione cucine Marsabit Ottorino cucina MarsabitOttorino 98 mama cucina Barsaloi

In questo viaggio con noi c’era anche Nadia, medico di Conegliano che ha potuto dare il suo contributo nei dispensari dei villaggi. Abbiamo così fatto formazione sulla salute e lei ha parlato di prevenzione di varie malattie, sollecitando l’uso delle cucine solari per pastorizzare l’acqua e cuocere i cibi.

Nadia Elisa dispensario Barsaloi Nadia dispensario Barsaloi Nadia dispensario Barsaloi_2 Nadia dispensario Barsaloi_4

Alla fine degli incontri preparavamo il thè e cucinavamo un dolce o la polenta, per un momento di festa insieme.

Nadia dolce Barsaloi

I pasti di mezzogiorno composti da riso e verdura cotta li consumavamo nella capanna: un contesto igienico-sanitario che ora ci fa dire: ma in che bel paradiso viviamo in Italia? Abbiamo un tavolo dove accomodarci, acqua per tutte le necessità, cibo vario, bello! Di là tutto questo è un’altra cosa, anzi, spesso non c’è. Ma in Kenya l’ironia è stata nostra compagna e questo ci ha aiutato.

Boiling water - Dirib Gombo Child with cat - Dirib Gombo In a new  manyatta  - Dirib Gombo - Karibu Loho and family - Dirib Gombo Lunch - Dirib Gombo - Karibu Village

Fra le necessità del posto comunque c’è sempre l’acqua. Abbiamo fatto un sogno, un invaso per conservare quella piovana intorno a KARIBU. Lì torneremo con le cucine solari. Avremo quindi il tempo per pensare e realizzare con la gente l’invaso di terra. Sarà così giustificato il detto: “l’utopia è l’ombra della realtà”.

Un caro saluto a tutti, Ottorino.

Queste e altre sono foto del reporter Dimitri Feltrin.
Segnaliamo inoltre l’articolo comparso su La Tribuna di Treviso il 15 settembre 2014.

 

Condividi:

Spaghetti solari alle vongole e fasolari – “Ritmi e danze dal mondo 2014”

il gruppo - Davide e

Alcune immagini della festa Ritmi e danze dal mondo 2014 di Giavera del Montello. Era giugno quando siamo stati invitati alla manifestazione organizzata da un mix di italiani e associazioni culturali straniere. Un esempio riuscito di integrazione. Se non ci siete mai stati vi siete persi qualcosa, ma potete scoprirla il prossimo anno. Durante questa 3 giorni circola sempre un’energia unica. Che sia per le varie cucine etniche che potete assaggiare? Per gli spettacoli internazionali? Per le tante nazionalità coinvolte? Il posto?

Non sappiamo, certo tutti tornano a casa contenti. Nell’occasione, abbiamo festeggiato con gli amici del progetto Kikora condividendo il classico piatto italiano, gli spaghetti alle vongole cotti da Ferruccio. Eccovi la ricetta e alcune immagini:

Spaghetti solari alle vongole e fasolari

Ingredienti per 4 persone:

  • 1Kg di vongole
  • 2 Spicchi d’aglio
  • Olio extravergine d’oliva
  • Un bicchiere di vino bianco secco
  • Alcuni ciuffi di prezzemolo
  • 320g di spaghetti

Preparazione:

  • Se utilizzi vongole già pulite bene, altrimenti mettile in abbondante acqua a spurgare per una notte insieme a 4-5 cucchiai di sale.
  • In una padella con dell’olio extravergine d’oliva fa imbiondire l’aglio.
  • Aggiungi le vongole, il vino, copri con il coperchio e cuoci fino a quando le valve si apriranno da sole grazie al calore. Quelle che non si aprono sono da eliminare.
  • Cuoci la pasta, falla scolare al dente, versala nella padella con la salsa, mescola e fa saltare.
  • Cospargi col prezzemolo tritato.
  • Servi con un sorriso e buon appetito!
Condividi:

Vinto il premio “4 Passi Avanti 2014”

Il gruppo cucinare con il sole al completo
Il gruppo cucinare con il sole alla fiera 4 passi 2014

Grazie a tutti di averci votato alla fiera “4 passi verso un mondo migliore”.
Abbiamo così vinto il premio “4 passi avanti” risultando lo stand più apprezzato fra  i 180 espositori della manifestazione organizzata dalla Cooperativa Pace e Sviluppo di Treviso.

Le foto che seguono raccontano le giornate assolate e affollate: solo nel primo fine settimana la fiera ha registrato 35000 presenze. In effetti c’era un certo flusso di visitatori nel verde parco S.Artemio di Treviso. Tutte belle persone.

Oltre a cuocere col forno solare a parabola la pasta, il caffè, la peperonata, i pop corn e la griglia ci siamo cotti anche noi sotto il solleone 🙂
Un grazie va anche agli amici del ristorante Gambrinus coi quali abbiamo condiviso lo spazio il primo fine settimana.
La collaborazione continua perché ci siamo subito piaciuti e coltiviamo gli stessi valori: stare bene, in armonia con la natura.

Ha fatto il suo debutto l’orto in sacco suscitando l’interesse di molte persone. Questo ci fa molto piacere, è un progetto che tutti possono realizzare, giusto per questo tempo in cui si riscopre la relazione con la natura. Buon lavoro a tutti.

Condividi:

Domande e risposte sul forno solare a parabola (FAQ)

Di seguito riportiamo le domande frequenti (FAQ) che ci vengono poste e le relative risposte. Potete sempre contattarci per avere altre informazioni. Grazie dell’attenzione.

Cosa si può cucinare con un forno solare a parabola?

Puoi cuocere tutti i tipi di cibo come fai normalmente a casa utilizzando vari tipi di cottura: grigliare, bollire, al forno, al vapore.

Quali sono i tempi di cottura?

La cucina solare a parabola richiede circa la stessa quantità di tempo di un fornello. I valori dipendono dalla limpidezza del cielo. Chiaramente, più grande è la parabola maggiore sarà la sua potenza.

Quali contenitori posso usare per la cottura solare?

Contenitori all’esterno di colore nero che aiuta ad assorbire i raggi del sole e a trattenere il calore. Vanno bene pentole, casseruole, padelle, bistecchiere e caffettiere (se queste sono piccole può servire la griglietta da posizionare sul porta pentola).  Pentole scure

Di che materiale dovrebbero essere le pentole?

Acciaio inox, ghisa, tutti i tipi di alluminio. Come per il fornello, le caratteristiche del materiale incidono sulla cottura: una bistecchiera o piastra in ghisa, che tende ad essere più spessa, si riscalda più lentamente ma conserverà il calore più a lungo. La lasceremo scaldare 5-10 minuti prima di iniziare la cottura. Invece, una pentola in alluminio, che ha un’ottima conduzione del calore, si scalderà velocemente e in modo uniforme. Di solito consigliamo proprio l’alluminio.

Vorrei impiegare una pentola esistente, che tipo di colore nero scelgo per dipingere l’esterno?

In commercio trovi del colore nero opaco specifico per le alte temperature (600-800°C) che va bene anche per la parte esterna e il fondo di una pentola, caffettiera, padella, ecc. ecc.

Quanto tempo serve perché la cucina solare produca calore?

Quando la parabola è orientata al sole il calore viene concentrato istantaneamente sul punto focale, situato al centro del porta pentola. Avvicinando una mano possiamo percepire il calore, o vederne l’effetto posizionando un pezzo di legno secco: con sorpresa dopo qualche secondo inizierà a fumare e potrebbe anche incendiarsi (quindi attenzione).

Come ottengo la massima temperatura sulla pentola?

Tutto dipende da come è rivolta la parabola rispetto al sole. Quando è orientata in modo perpendicolare otterremo la temperatura più alta. L’orientamento migliore si imposta in modo semplice con il puntatore-segnaombra.

Quale modello consigliate per la mia famiglia di 4 persone?

Il forno solare con parabola di diametro 143 cm è quello più indicato e che consigliamo a tutti. Anche il rapporto prezzo/potenza è il migliore.

Quali sono le dimensioni della piastra barbecue che posso utilizzare?

Per il modello Family con parabola di diametro 143 cm si utilizza una piastra in ghisa che misura 40x26x21 cm dotata di para spruzzi nero. Per il modello Eco con parabola di 110 cm basta impiegare una normale bistecchiera.

Dimesioni piastra barbeque per cucina solare a parabola

Posso lasciare all’esterno una cucina solare?

Le nostre cucine solari sono progettare per essere leggere e facilmente trasportabili (sono dotate di ruote). La struttura portante è zincata, ma si consiglia di riporle in una zona riparata in modo che possano durare a lungo rivolgendo la parte riflettente verso una parete.

Di che materiale è composta la parabola riflettente?

La parabola è realizzata con uno speciale foglio di alluminio che ha una superficie trattata in modo da poter riflettere come uno specchio e restare lucida nel tempo.

Perché usare il forno solare a parabola?

Per raggiungere temperature elevate sfruttando il sole e tutto questo completamente gratis, senza alcun inquinamento, senza l’uso di gas o energia elettrica.

Quali sono i vantaggi della cottura solare?

Non serve acquistare il combustibile, non produci fumo o altro inquinamento, rispetto al barbecue non devi gestire ceneri o altri residui. Cucinando all’esterno la casa resta fresca e tieni fuori gli odori. Puoi cuocere dove sono vietati i fuochi perché non c’è fiamma. In più, usare la cucina solare è divertente, educativo e stimola le relazioni. Goditi il sole in libertà e bellezza.

Dove viene utilizzata la cucina solare?

In ogni parte del mondo come testimonia l’associazione S.C.I. Solar Cooking International. Anche in zone che hanno bassa insolazione: esiste uno cuoco che la impiega ad Helsinki, in Finlandia.

La cucina solare è sicura? A cosa devo fare attenzione?

Durante l’utilizzo si consiglia di indossare sempre gli occhiali da sole e bloccare un piede della struttura con una zavorra poiché il vento può arrivare all’improvviso. Presta attenzione ai manici delle pentole se sono di plastica: il calore del sole potrebbe scioglierli, meglio posizionarli lungo l’asse orizzontale oppure ricoprili di carta stagnola. A fine cottura, finché la cucina è all’esterno, è importante ruotare la parabola verso il basso.

La parabola scotta durante la cottura?

No, la parabola resta fredda perché la sua superficie è come uno specchio, riflette la luce e il calore. Il calore si concentra invece dove poniamo la pentola (il fuoco della parabola). Avvicinando una mano a questo punto l’alta temperatura si farà sentire.

A cosa serve il buco al centro della parabola?

Scarica la forza del vento e facilita il montaggio. Non toglie potenza perché quando la pentola è in posizione crea un’ombra proprio sopra il buco.

Come si pulisce il forno solare a parabola?

Si pulisce dopo l’utilizzo come le normali stoviglie in modo che la superficie specchiante resti sempre efficiente. Serve passare una spugna morbida non abrasiva con acqua calda e se necessario del detersivo per piatti, risciacquare e asciugare le superfici delicatamente.

Posso usarla solo in estate? E in inverno?

Nelle giornate calde il clima ci invita ad uscire e a stare all’aperto, in realtà, la cucina solare funziona anche in inverno, basta ci sia sole. I tempi di cottura saranno semplicemente un po’ più lunghi fra novembre e febbraio soprattutto a causa della temperatura esterna più bassa. L’abbiamo utilizzata anche sulla neve, indossando il giubbotto, con la soddisfazione della nostra pancia.

E quando il sole non c’è?

Cucinare con il sole è un metodo di cottura che si affianca al tradizionale fornello di casa. Però, quando c’è il sole, possiamo approfittarne e cuocere il cibo (anche per più giorni) anziché utilizzare fonti energetiche che hanno impatto economico e ambientale. Inoltre è più divertente, educativo e stimola le relazioni.

Dove posso vedere queste cucine solari?

Potete vederle presso la nostra sede e alcuni eventi a cui partecipiamo. In alternativa su Youtube trovate alcuni video come il servizio del Telegiornale Regionale Veneto e la cottura sulla neve in inverno.

Come acquisto la cucina solare?

Se ordini la cucina solare ti invieremo i riferimenti per il bonifico bancario. Se vieni a prenderla in sede puoi pagare in contanti. Emettiamo in entrambi i casi regolare fattura. I prezzi indicati sul sito sono comprensivi di Iva.

A quanto ammontano le spese di spedizione?

La spedizione avviene a mezzo del corriere nazionale Bartolini BRT. In funzione della distanza e della quantità si chiede un concorso spese che normalmente parte da circa 30 euro.

Le cucine solari sono dotate di istruzioni?

Sì, dispongono di istruzioni visuali per il montaggio. Nel caso di dubbi durante l’assemblaggio potete contattarci e sarete richiamati.

Condividi:

Come preparare un orto in sacco

Aggiornato a novembre 2014.

L’orto in sacco è un’idea per coltivare un orto di oltre trenta piantine, con meno acqua e in poco spazio. Tutti possono farlo, non serve avere il pollice verde, a noi è sempre venuto bene con un esiguo lavoro.

Orto in sacco

Come si prepara un orto nel sacco?

  1. In un sacco in tela di juta, posiziona sul fondo una vaschetta con all’interno dei ciocchi di legno marcio. Questi hanno lo scopo di assorbire l’acqua, mantenere l’umidità del sistema e favorire la vita batterica.
  2. Fra i ciocchi sistema in verticale un palo/ramo/bastone secco che attraverserà tutta la struttura.
  3. Riempi poi il sacco con un composto di: 1/4 di pezzetti di rami freschi (detto in gergo Cippato BRF), 1/4 di terriccio universale o compost, 1/4 di terriccio per tappeti erbosi, 1/4 di terra fertile. A questo punto il sacco si reggerà da solo.
  4. Apri ai lati delle fessure e inserisci le piantine (puoi anche seminare).
  5. Infine, irrora il tutto con dell’acqua che andrà versata anche lungo il palo centrale così che una parte giunga alla vaschetta sul fondo.

Orto in sacco L’orto in sacco può trovar posto sul terrazzo di un appartamento, ma anche in giardino. Per renderlo più bello e colorato si possono inserire delle piante con fiori, utili anche ad attrarre gli insetti impollinatori.

Rispetto al bisogno d’acqua, il controllo delle piantine si fa con l’osservazione delle foglie e tastando l’umidità del terreno con un dito. Cosa aspettate a preparare un orto in sacco? Altri articoli su coltivare un orto in sacco.

 

Castello porta orti in sacco.

Castello porta orti in saccoIl castello è una struttura pensata per collocare l’orto in sacco su più piani, in modo da ottimizzare lo spazio. Chi vuole dedicarsi all’orticultura ed ha solo un piccolo terrazzo o un balcone può coltivare così fino a 60 piantine grazie ai due orti posti uno sopra l’altro.

L’altezza dei piani è regolabile, inoltre, il castello è dotato di robuste ruote che agevolano lo spostamento e la rotazione della struttura per facilitare le operazioni sulle piantine.

Contattateci per informazioni o se ne volete acquistare uno.

Condividi: