A L’Altra metà – commercio equo di Pordenone il forno solare in esposizione

Il forno solare al negozio del commercio equo e solidale l'altra metà di Pordenone

Da qualche settimana chi volesse vedere dal vivo il forno solare a parabola può passare alla bottega del commercio equo e solidale di Pordenone. L’Altrà metà, questo il suo nome, è proprio in centro, lungo viale Martelli ed è in assoluto uno dei più bei punti vendita de l’Altromercato.
Fra un po’ faremo delle dimostrazioni pratiche preparando il caffè il sabato mattina, un caffè equo solidale da molti punti di vista.

Il forno solare lo puoi trovare al negozio del commercio equo e solidale l'altra metà di Pordenone

Condividi:

Liberalabici visita il laboratorio di cucinare con il sole

La cucina parabolica del progetto “Manioca for Kimbondo”

Con piacere riceviamo e pubblichiamo i ringraziamenti di Stefano Giuliani, cooperante in Congo dell’associazione Oikos Onlus di Udine che grazie all’interessamento delle associazioni Help For Children di S. Vendemiano TV e Agape Onlus di Roma da qualche tempo utilizza la nostra cucina solare con soddisfazione.
Anche noi vogliamo ringraziare te Giuliano e le associazioni che collaborano per tutto quello che fate in Africa.

ParaboleSolariOikosOnlus
Stefano Giuliani a Kinta (R.D. Congo)

Oggetto: grazie per l’ottima cucina

Grazie Ottorino, come dice Paolo ” Sei un grande . . .”

Da anni lavoro con questi sistemi cercando di costruire paraboliche di diverso tipo ma sempre con i materiali che si trovano sul posto, possibilmente rifiuti. Ho lavorato soprattutto nel deserto brasiliano e nella savana del Congo dove ora mi trovo.
Puoi immaginare la mia meraviglia e ammirazione nel vedere la precisione e la leggerezza della tua parabolica. Per non parlare della semplicità.
Non ti annoierò con la descrizione delle pesanti paraboliche in ferro e lamiera zincata rivestite di pellicola di alluminio che ho costruito con grande fatica fino ad ora ma mi piacerebbe proporti di collaborare.
Nel centro di sperimentazione ed insegnamento delle tecnologie adattate al territorio che stiamo costruendo qui nella savana vorrei realizzare dei prototipi che impiegano le tue paraboliche molto efficenti. E’ vero che poi nella realtà i rendimenti sarebbero inferiori ma vorrei far vedere cosa si può ottenere diciamo “in teoria”.
Ora per esempio stiamo realizzando un supporto gnomonico per la parabolica che ci hai donato che ha le inclinazioni dovute per la latitudine e la stagione e il movimento automatico di inseguimento solare realizzato con una latta e una siringa. E’ un prototipo, ti farò sapere il risultato.
Tutte cose di cui sarà un piacere discutere insieme!

Grazie ancora dal campo, ti mando due foto.

Ringraziamento per la cucina solare
Ringraziamenti dal progetto “Manioca for Kimbondo”

Per maggiori informazioni sul progetto: Oikos Onlus di Udine e l’attività di Stefano Giuliani.

Condividi:

Incontro sulle energie rinnovabili alla scuola media di Orsago

Sabato 18 maggio 2013 Ottorino e Paolo sono stati alla scuola media di Orsago (TV).
I ragazzi di terza quest’anno hanno lavorato sul tema delle energie rinnovabili e a conclusione del percorso l’insegnate Marinella Donadon ci ha invitato a tenere una lezione.
L’incontro, dopo un primo momento in classe sulla relazione uomo e ambiente, è proseguito in cortile con la spiegazione del funzionamento della cucina solare a parabola.
Non poteva mancare una apprezzata degustazione: sono state cotte con il sole le fettine di un salame e servite con una fettina di pane. Come sempre il tutto è stato consumato velocemente.

Condividi:

Passaggio in Guinea Bissau 2013

DIARIO AFRICA 2013

AGLI AMICI PIÚ GIOVANI,

per riannodare il filo momentaneamente posato dopo la tappa in SudSudan,
giunga il mio pensiero post Guinea.

TRE FOTO che vogliono testimoniare
1) il lavoro condiviso con persone del posto;

2) l’abbondanza dei beni della terra;

3) il sorriso a conferma della  soluzione piú che buona;

Una lunga tavolata coronata da volti dai colori diversi, luminosi
taluni data la giovane età, solcati altri stante il prova e riprova
che la sfida, accolta per superare situazioni, ti lascia qualche segno
ma non ti fiacca, ecco intorno a questa tavola si é svolto il tempo
del pranzo.
In questo contesto, per piú giorni, pranzato presso la
Comunitá dei Giuseppini dove ha sede la Scuola Professionale di
Bissau. La reciproca curiosità ha permesso lo scambio e l’intreccio e
l’archivio si é arricchito.
Cristina proveniente dalla Sardegna, Riccardo da Mestre, Paola
da…., Matteo ed Eleonora da Cuneo, Fabio approdato dalla Spagna,
dopo un’esperienza universitaria, Arianna dal Nord Italia,
ed altri fermatisi solo alcuni giorni perchè la meta era un’altra.

Chi si interessava di INCUBATORE per arricchire il finale del
suo percorso universitario, chi svolgeva l’anno di VOLONTARIATO
CIVILE EUROPEO, coloro che si davano da fare con tenacia per mandare
avanti PROGETTI finanziati o da ONG o dalla COMUNITÁ EUROPEA, chi
progetta di stare in loco per qualche anno e poi rientrare per mettere
a disposizione dell’Italia le competenze maturate; chi invece a questo
proposito fará altre esperienze e poi si vedrá se rientrare o no, il
sottoscritto che raccontava dei suoi passaggi in vari paesi africani
dando opportunitá di costruzione e uso delle cucine solari.
Insomma uno scambio condito da reciproca curiosità che faceva
prolungare il tempo a tavola quando Paolina, robusta cuoca locale,
spreparava la tavola stessa con piglio deciso……voleva dire che era
tempo di alzare le chiappe.

LE CHIAPPE E LO SGUARDO lo aveva alzato, qualche settimana prima,
chi si era pagato l’aereo per andare a votare in Italia, esemplare
gesto…. FATTO DA CHI “SCHEI” IN TASCA NE HA POCHINI, POCHINI; certo la
situazione politica italiana era fra i discorsi e le domande
preoccupate dei piu giovani; e come dare loro torto? Poi l’ironia
anche su ció metteva il cappello.

Sorriso ironico pure, che sembrava dire BUONGIORNO AMICO, da parte
dell’agile nonchè attempato uomo, mentre si arrampicava con un
attrezzo simpatico sulla palma per prederne gli abbondanti frutti.
Sarebbero poi diventati olio di palma, nutriente e buon condimento di
riso ed altro; cosí la natura ancora ti stupisce, dice “sono qua
prendimi e condividi con altri”, ce n’e per tutti e ne avanza pure,
che bello!
Una foto, quest’uomo se la aspettava e il prossimo anno
l’avrà a testimonianza che lui l’agilità la conserva e che pure la
palma la vita di molti la vuole alimentare, gratis s’intende.

Il lavoro condiviso, pur con attrezzi talvolta di uso manuale,
sono il bello che un po’ ti fa sognare; anche con poco si puó
costruire una parte di attrezzatura, puó lavorare tanta gente…….e
mentre si lavora senti il canto di qualcuno che mentre muove le mani
anche il suo cuore sussulta; sa che il lavoro ha bisogno di lui e che
ricompensa lo aspetta.
Ma non si cantava anche noi fino a qualche tempo fa quando
arrivava il tempo del frumento e poi della vendemmia? Per fortuna c’è
ancora qualcuno che in giro per il mondo canta il lavoro, SI PUÓ FARE.
Ironia, il mondo si intreccia……proprio a suo tempo a Noncello in
quel di Pordenone nasceva una cooperativa tra uomini e donne in
difficoltá  e il motto era “SI PUÓ FARE” tradotto poi in un simpatico
e significativo film che porta lo stesso titolo (film ora in visione
a S. Lucia di Piave per interessamento del Centro Studi e Promozione
Sociale il filo d’Arianna e di Noi).

Non ho chiesto il suo nome, mi dispiace ma solo un po’, perché il
suo soddisfatto sorriso (ora evidente anche nella terza foto durante
l’uso della cucina solare),  supplisce alla mia mancanza, é come un
gran velo che ti avvolge, ti nutre e cosí il tuo volto solcato lo
senti come una benedizione.

CARI AMICI un caro e abbondante saluto, Ottorino…….e che le
palme continuino a doppiamente nutrirci.

Condividi:

Torta salata primaverile alle erbette di campo col forno solare

Pubblichiamo la ricetta inviataci da Nadia.

La Primavera è la stagione del primo sole, delle prime uscite all’aperto, delle prime scampagnate in compagnia, organizzando pasti informali, senza imbandire tavole, senza coperti, piuttosto seduti su un prato sopra una coperta!

Una torta salata è quello che ci vuole quindi, perchè si mangia a fette: potete portarla con voi nelle vostre uscite fuori porta o gustarla appena cucinata con la vostra cucina solare prendendo il pasto nel vostro giardino o terrazzo.

Le erbe primaverili possono benissimo essere sostituite in altra stagione, con altre verdure (zucchine, radicchio, melanzane, catalogna, ecc.) in modo da preparare oltretutto, un piatto completo ma leggero e sano.

N.B.: Indicazioni per cucinare con il sistema a forno solare della cucina a parabola.

Ingredienti per 6/8 persone

  • 1 confezione di pasta brisè di formato rotondo
  • 300 g di ricotta
  • 6 uova (si raccomanda che siano state tolte dal frigo e lasciate a temperatura ambiente almeno per 10 ore in maniera che gli albumi montino molto bene)
  • 500 g di erbette selvatiche primaverili crude: si intende un misto di rosetta basale di tarassaco, germogli di silene inflata, gettiti di luppolo, rosetta basale di papavero, ciuffi di ortica (in termine dialettale veneto: radicèe, sciopetìn, bruscandoli, peverèl, ortiga)
  • 1 cipolla media
  • 50 g formaggio grana grattugiato
  • Olio extravergine
  • Sale
  • Pepe

Preparazione

Dopo aver lavato e ben asciugato il vostro misto di erbette selvatiche primaverili, tagliuzzatele su un tagliere.

Tagliate a fette la cipolla e con un po’ d’olio, soffriggetela in un tegame antiaderente: poi aggiungete le vostre erbe tagliate, facendole appassire con un po’ d’acqua: metteteci sale e pepe e cucinate per circa 20 minuti, giusto per appassirle un po’. Fate raffreddare il tutto.

Nel vostro robot di cucina, metterete la verdura passata al tegame e raffreddata, assieme solamente ai tuorli delle 6 uova. Passate quindi al mixer per pochi minuti.

Gli albumi vanno messi in un’altra terrina e montati a neve molto bene, per almeno 10 minuti fino ad ottenere una spuma ben consistente.

Ora, prendete una tortiera di circa 25-26 cm di diametro con corona esterna rimovibile di circa 5 cm di altezza.

Aprite la confezione della pasta brisè senza toglierla dalla carta da forno su cui è avvolta e, con un mattarello, spianate ancora un po’ la pasta per renderla sottile. Disponete carta da forno e pasta soprastante sul fondo della tortiera, appoggiando ai lati della corona esterna i bordi della pasta.

Ora sul fondo, disponete la ricotta, distribuendola approssimativamente con una forchetta, in modo uniforme; passate sopra una manciata di formaggio grana.

A questo punto, molto delicatamente, aiutandovi con un cucchiaio, aggiungete un po’ alla volta agli albumi montati a neve, il composto omogeneo ottenuto al robot con le erbe e i tuorli d’uovo: deve risultarne una spuma soffice che adagerete ora sopra la ricotta. Poi aggiungete sopra il rimanete formaggio grana e un po’ di sale.

Il tutto è pronto per essere messo a infornare e cucinare con l’energia – calore dei raggi, nella cucina solare, usando il sistema di cottura a forno solare.

Il cielo, per la cottura a forno, deve essere limpido: con questa garanzia, i tempi di cottura saranno di 75 minuti. Non scoperchiate durante la cottura il coperchio della pentola-forno, per non disperdere il calore, ma ABBIATE L’AVVERTENZA DI RUOTARE DI 90° OGNI 15 MINUTI CIRCA L’INTERA PENTOLA IN MODO DA GARANTITE UNA COTTURA E DORATURA UNIFORME.

Auguriamo a voi, in buona compagnia, buon appetito condito di quel sentimento di stupore e gratitudine per il Sole che ha permesso di cuocere e per la Natura che vi ha fornito spontaneamente germogli saporiti come ingredienti gratuiti.

Condividi:

Laura: da un po’ di tempo ho una cucina in giardino

Ciao, conosco le cucine solari da un po’ di tempo e ne ho una in giardino…

In montagna… anche al freddo si cucina!

Si può cucinare quasi tutto, basta avere un po’ di fantasia e un minimo di esperienza… paradossalmente è più facile farlo in giornate fresche ma con cielo limpido, piuttosto che in piena estate con afa e 40° all’ombra.

Esperimenti con cereali e pomodoro

Si può preparare carne, pesce, verdure alla griglia o alla piastra stile barbecue o anche semplicemente una pasta al sugo (chiaramente se si ha una cucina sola bisogna un attimo organizzarsi, ad es. dopo aver cotto per un paio di minuti nell’acqua bollente la pasta si sposta la pentola e ci si concentra sul sugo…mentre continua la cottura della pasta perché l’acqua comunque è caldissima il sugo può bollire tranquillamente sulla cucina solare e poi quando è tutto pronto si salta nella padella del sugo la pasta), ai minestroni, alle zuppe, alle marmellate, …Nadia riesce addirittura a ricreare una specie di forno con delle pentole apposite e fa dolci….non sono ancora arrivata a questi livelli!!!

I pomodori e i peperoni ripieni fatti in piena estate bisogna provarli… almeno non si scalda la casa

…non dimentichiamoci che il pentolame deve essere possibilmente nero esternamente… le pentole di acciaio inox riflettono i raggi e possono funzionare bene solo in rari casi di super limpidezza del cielo…

Vi invio qualche vecchia foto… se vedete qualcosa di strano tipo pannellini fotovoltaici sulla cucina è perché ho avuto modo di utilizzare alcuni prototipi relativi a progetti sperimentali.

Laura

Condividi:

Come cucinare pizza, torte salate, dolci, lasagne ecc. con un concentratore solare

La cucina solare a concentrazione può essere impiegata anche come un forno classico, pubblichiamo di seguito le dettagliate istruzioni inviateci da Nadia che ringraziamo.
  1. Procurarsi una pentola nera, capiente, di circa 40 cm di diametro e 10 cm. in altezza, con coperchio bene aderente (eventualmente si può creare una maggiore aderenza del coperchio aggiungendo sopra qualcosa di pesante come un semplice sasso).
       
  2. Procurarsi un alza-pentola di metallo o terraglia che faccia da distanziatore con il pavimento della pentola/forno: nella foto è stato usato come base, uno svaporatore per torte, in metallo.
  3. Preparare la pizza, o la torta o le lasagne ecc., e disporre l’impasto nella ordinaria tortiera/base antiaderente rotonda per pizza/teglia per pasticcio ecc. (i vostri soliti contenitori da cucina) e inserirla nella pentola nera.
       
  4. Riposizionare il coperchio e mettere sopra un qualche oggetto pesante (la foto mostra un sistema di chiusura a molla del coperchio, ma la maggior pressione si può ottenere in maniera artigianale)
  5. Ogni 20 minuti, è bene ruotare di 90° il complesso pentola/forno al fine di distribuire omogeneamente la cottura in tutti i 360° (altrimenti si rischia che si bruci solo la parte dove cade il fuoco del concentratore).

Note
Rispetto ai tempi di cottura ordinaria del cibo, vanno aggiunti 20 – 30 minuti circa (il tempo di pre-riscaldamento di un forno elettrico).

Se si fa il pane o una torta, non si vedrà la solita doratura sopra perché il calore viene più dal pavimento della pentola (il colore della pasta risulterà più pallido)… ma il cibo sarà comunque cotto e saporito, gradito al palato, all’ambiente e al portafoglio! I vicini di giardino non potranno che esserne invidiosi!…Invitateli a mangiare assieme a voi condividendo lo stupore!

Nadia

Condividi: